Siena, 22 novembre 2013 - I COLPI di un’arma da fuoco hanno squarciato la tranquillità di Siena proprio come di New Market, tranquilla cittadina dell’East Coast a pochi chilometri da Baltimora. E’ qui che martedì sera sera, intorno alle 20 ora locale, si è consumata la tragedia che conta tre vittime: un padre, una madre, un bimbo di 3 mesi sono stati trovati morti nella propria abitazione. A dare l’allarme, suonando alla porta dei vicini, la piccola Amelia di 5 anni, primogenita della coppia, riuscita a sfuggire a quella che è stata una vera mattanza. Ai vicini, la piccola avrebbe detto che i genitori e il fratellino erano feriti. Quando la polizia è arrivata sul posto, però, non ha potuto fare altro che constatare il decesso dei giovani coniugi e del neonato: i corpi, vicino ai quali si trovava la pistola usata, sono stati portati al Medical Examiner’s Office di Baltimora per l’autopsia.
L’eco degli spari è arrivata fino a Siena: la donna rimasta uccisa è infatti Barbara Giomarelli, 42 anni, che qui è nata, contradaiola del Nicchio come tutta la famiglia, qui è cresciuta: il ritratto di una giovane mamma con una brillante carriera ma con forti radici nella sua città d’origine, tanto che aveva mantenuto la cittadinanza italiana. Un curriculum eccellente, una laurea con il massimo dei voti, l’amore per gli animali, la voglia di uscire dalle mura antiche di Siena per andare a cercare gratificazioni professionali oltreoceano. E questo aveva fatto Barbara dieci anni fa: era volata negli Stati Uniti dopo aver fatto esperienza girando il mondo, e lavorava per il Centro di Biotecnologia Marina dell’Università del Maryland. Il marito — si erano sposati quattro anni fa — era Benjamin Asefa, 40 anni, etiope di nazionalità americana, anche lui ricercatore al National Cancer Institute, aveva imparato ad amare Siena e le sue tradizioni, a cominciare dal Palio. Ed ha trovato la morte anche il piccolo Samuel, che la vita l’aveva appena iniziata a respirare.
L’unica testimone della tragedia è stata la piccola Amelia, una cascata di riccioli neri a incorniciare il sorriso enorme e i grandi occhi vivaci. Occhi che l’altra sera, in una giornata come tante, hanno visto strappare alla piccina tutta la gioia dell’infanzia. Occhi che, pieni di paura, si sono affacciati alla casa dei vicini per chiedere aiuto. La bimba, sotto choc, è stata affidata per il momento al servizio di tutela minori. Essendo lei l’unica testimone, è difficile per ora ricostruire la dinamica della tragedia anche se per lo sceriffo della Contea di Frederick sembrerebbe un «caso di omicidio-suicidio», forse dettato da crisi familiare. I familiari di Barbara sono partiti stanotte per Baltimora.
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