PIER FRANCESCO DE ROBERTIS
Cultura e spettacoli

La tavolata dei disabili

Il direttore de La Nazione risponde ai lettori

Pierfrancesco De Robertis

Firenze, 3 agosto 2016 - Caro direttore, ho letto che un cliente di un ristorante pisano si è lamentato con il gestore del locale, perché in sala era presente un’intera tavolata di disabili, chiedendo di essere prevetivamente avvisato di una eventualità del genere. Il gestore ha risposto per le rime, invitando l’uomo ad andare via. Un bell’esempio di civiltà.

Gino Bocca, Pontedera

Caro Bocca, un bell’esempio di civiltà da parte del gestore che fa da contraltare alla lamentela ignobile e incivile dell’uomo che si era rivolto al proprietario del locale perché non era stato avvertito della presenza dei disabili. Purtroppo la società ci sta abituando a questo, a una sempre maggiore intolleranza per chi non corrisponde ai canoni del bello, dell’efficiente, del politicamente corretto. Il caso di Pisa, e lo dico a malincuore, quindi non sorprende. E fa il paio con il cartello esposto qualche mese fa in un ristorante di Roma nel quale non si accettavano i bambini piccoli o le donne in allattamento. Magari in quegli stessi posti si aprono le porte ai cani. Per fortuna stavolta la risposta del ristoratore pisano ha messo fine alla questione, e riportato le cose al loro posto. Ma non è sempre così.