IRENE PUCCIONI
Cronaca

Prigionieri in città: "Noi disabili, ostaggio delle barriere"

Massimiliano Guidi, fondatore e presidente dell’associazione disabili empolese, ha più volte fatto sentire la propria la voce ma ancora ci sono troppe barriere architettoniche

Massimiliano Guidi al parco di via Adda (Foto Gianni Nucci/Fotocronache Germogli)

Empoli, 18 aprile 2016 - Una passeggiata ai giardini o in centro, soprattutto con l’arrivo della bella stagione, dovrebbe essere un piacere. Non per tutti. Perché se sei un disabile e abiti a Empoli, la quotidianità può davvero trasformarsi in un incubo. Sono ancora tanti gli ostacoli disseminati in città che fanno presto a diventare insormontabili per una persona costretta su una sedia a rotelle.

Massimiliano Guidi, fondatore e presidente dell’associazione disabili empolese, ha più volte fatto sentire la propria la voce, portando all’attenzione delle varie amministrazioni i problemi che le persone come lui incontrano ogni giorno sul proprio cammino. Guidi si muove su una carrozzina fin da piccolo perché affetto da paraparesi spastica infantile. Metà della sua vita – ha 44 anni, è sposato ed è padre di un bambino di otto anni – l’ha spesa a lottare per abbattere le barriere architettoniche, «ma a quanto pare – sottolinea – nessuno si prende veramente a cuore il problema». Accompagnare il figlio al giardinetto davanti casa per il 44enne diventa un’impresa.

«Abito in via Ticino – spiega – ma per raggiungere il parco dietro via Adda, che è distante pochi metri da casa, sono costretto a fare un percorso di quasi un chilometro. All’ingresso dell’area verde c’è uno scivolo che dovrebbe agevolare l’accesso dei disabili, ma sono state messe anche delle sbarre di legno ad indirizzare il flusso delle persone e con la mia moto-carrozzina non riesco a passare». Insomma una beffa. Dal giardino inaccessibile alla piscina comunale off limits. «E’ un anno – sbuffa Guidi – che chiedo che venga rimesso in funzione il sollevatore per i disabili per poter accedere alla vasca esterna».

Altra annotazione: «A Empoli – prosegue – ci sono diverse persone che hanno carrozzine elettriche ma in città non ci sono punti dove poterle ricaricare. Se qualcuno dovesse fare un tratto un po’ più lungo rispetto a quanto è la durata della carica, sarebbe costretto a fermarsi e farsi venire a prendere». Il presidente dell’Ade, agli amministratori, lancia un messaggio pungente: «Tutti bravi a fare le ‘skarrozzate’, ma le barriere architettoniche rimangono». Il riferimento di Guidi è alla manifestazione dello scorso settembre promossa da Iacopo Melio, lo studente disabile di Lazzeretto ideatore della campagna social #vorreiprendereiltreno. L’obiettivo era di far provare a tutti l’esperienza di muoversi in una città su una carrozzina, e molti amministratori provarono a percorrere le vie del centro sulle quattro ruote. Per un giorno il tema fu al centro dell’attenzione. Una volta in piedi, però, la visuale è cambiata.