ELETTRA GULLÈ
Cronaca

Parcheggio choc: multa da 626 euro a una disabile

Bevilacqua, presidente di Firenze Parcheggi: ‘Il regolamento è chiaro’

Carlo Bevilacqua

Firenze, 9 marzo 2016 - Un parcheggio a dir poco salato. È ancora scossa per la disavventura Alessandra Delle Fave, una signora disabile («Sono affetta da spina bifida e per questo ho una grave disabilità motoria», ci racconta) a cui la Firenze Parcheggi chiede la bellezza di 626,45 euro. «Una cifra assurda per un posteggio che doveva esser gratuito», scuote la testa la signora.

Ma cos’è successo? «Prima di Natale sono andata a fare il biglietto del treno per un viaggio e all’assistenza disabili ho chiesto informazioni sui posti auto riservati all’interno del parcheggio della stazione», racconta la signora, che possiede uno speciale contrassegno valido in tutt’Italia. Ebbene, il primo gennaio scorso, «seguendo la procedura già adottata in passato che mi era stata ulteriormente confermata», la signora Alessandra lascia la sua macchina nell’area riservata esponendo «ben visibile» il contrassegno.

Parte serena per il viaggio ma, quando il 6 gennaio torna, ecco la doccia fredda. Anzi, gelata. «L’operatore mi ha detto che dovevo pagare, perché la procedura adottata era errata. All’arrivo alla sbarra, avrei dovuto suonare il citofono per comunicare i miei dati e quelli del contrassegno. Solo così la Firenze Parcheggi avrebbe emesso un biglietto a costo zero». Parole, dette «con toni non proprio cordiali», che hanno messo in estrema agitazione la povera donna che, già stanca per il viaggio e in evidente difficoltà per il suo stato di salute, ha addirittura intimato di chiamare i carabinieri. Nulla da fare.

«L’operatore insisteva per la riscossione, ma io non avevo con me più di 600 euro – racconta la signora -. Dopo un’ora, stremata, ho chiesto come fare per tornare a casa ma la risposta è stata che avrei dovuto firmare un riconoscimento del debito. Altrimenti sarei rimasta lì». Così, non le è restato altro da fare. Ha firmato il modulo, aggiungendo però che «era stata costretta a farlo», altrimenti non sarebbe potuta uscire.

Il giorno dopo ecco, puntuale, la fattura da capogiro. «Ho controllato online il regolamento – continua la signora -. C’è scritto che il disabile in possesso dei contrassegni Cude o Cpd può contattare il personale addetto premendo il pulsante del citofono». Insomma, si scalda la signora, «c’è scritto ‘può’. E non ‘deve’». «Il regolamento è chiarissimo – ribatte Carlo Bevilacqua, presidente della Firenze Parcheggi -. Se non vengono osservate le procedure, è chiaro che non c’è alternativa al pagamento. Ogni giorno tanti disabili sostano nelle nostre strutture. Ma nessuno ha problemi: segno che il sistema d’accesso è stato ben capito. In ogni caso siamo disponibili a rateizzare la somma».

Insomma, chi non possiede la ‘tessera speciale riservata’ rilasciata gratuitamente da FiPark ha l’obbligo di citofonare. «Ma questo non c’è scritto da nessuna parte – si scalda la donna -. Sto procedendo per vie legali. Sono stata pure umiliata mentre mi sentivo male».