REDAZIONE GROSSETO

Disabile multata, ma con un errore

Il giudice di pace: «Comune e Prefettura la risarciscano con 150 euro»

MULTA

MULTATA per non aver esposto il tagliando dei disabili, riceve dalla Prefettura un’ingiunzione di pagamento di 586,50 euro per non aver comunicato gli estremi del trasgressore.

È quanto è accaduto a una grossetana, che ha poi deciso di ricorrere al giudice di pace per chiedere l’annullamento del provvedimento e ha ottenuto ragione.

Tutto nasce da un verbale della Polizia municipale di Grosseto con il quale le è stata contestata la sosta nello spazio riservato ai disabili. Il tagliando non era esposto, quindi è scattata la contravvenzione. La donna ha provato a giustificarsi dicendo che il tagliando, di cui è titolare, era probabilmente caduto nell’abitacolo. Ma la legge parla chiaro: non è sufficiente averlo, deve essere esposto. Per cui, niente da fare: ricorso respinto.

DOPO, però, arriva anche il salasso dalla Prefettura per non aver comunicato chi si trovava alla guida. Il giudice di pace Adriano Simonetti, però, ha annullato il provvedimento, accogliendo il ricorso della donna e condannando in solido il Comune di Grosseto e la Prefettura a risarcire la donna con 150 euro «a titolo di parziale ristoro dei danni dalla stessa subiti in conseguenza della illegittima procedura sanzionatoria attivata nei suoi confronti».

Il motivo è semplice. Secondo quanto accertato dal giudice, infatti, l’obbligo di dichiarare il conducente non spetta ai titolari del tagliando per disabili, che ne sono dispensati, come prevede l’articolo 188 del Codice della strada. Deroghe ritenute dal giudice «assolutamente rilevanti» ma «ignorate dalle predette amministrazioni, pure essendo le stesse a conoscenza dello stato di disabilità della ricorrente».

Riccardo Bruni