MARCO MAGI
Cronaca

Maturità, tra calcio e liceo. Rinuncia alla Nazionale per non perdere l'anno

L'esame di Giulio Maggiore, giovane centrocampista spezzino. Ha rinunciato ai Mondiali Under 20 in Corea per non saltare l'anno

Il vicepreside Roberto Centi con Giulio Maggiore

Il vicepreside Roberto Centi con Giulio Maggiore

La Spezia, 22 giugno 2017 - Emozionato come tanti altri ragazzi della sua età, anche se su di lui, Giulio Maggiore, diciannovenne calciatore professionista, si accendono subito le telecamere di Sky appena esce dalla prima prova dell’esame di maturità. Non è il solo sportivo impegnato in questo test scolastico ma sicuramente è l’unico che ha rinunciato a partecipare ai Mondiali Under 20, in Corea del Sud, per potersi preparare all’appuntamento. Alle 13.51 di ieri, il giocatore dello Spezia è uno dei primi a varcare la soglia del liceo scientifico Pacinotti. Ha consegnato il suo compito, è uscito dalla scuola e in volto ha il suo solito sorriso, quello che lo contraddistingue fuori dal terreno di gioco.

Come è andata, Giulio?

"Spero bene, la mia scelta è caduta sul tema di ordine generale che trattava del progresso. Si sa, la prova d’italiano è sempre un’incognita, si scrive quello che si pensa e magari può essere giusto o sbagliato. È una materia soggettiva, però ho cercato di scrivere il più possibile dei concetti precisi".

Più agitato all’esordio in prima squadra contro il Trapani o per la maturità?

"Due emozioni diverse: il 20 settembre 2016 in Sicilia, con la maglia dello Spezia, ho realizzato il sogno di una vita, da spezzino, giocare con la società della propria città. L’esame alla fine delle superiori è una tappa obbligata, che ti dà ansia, ma che sai che devi affrontare".

Ancora convinto di aver fatto bene, un mese fa, a rinunciare alla convocazione in Nazionale?

"Quando guardavo le partite dei Mondiali, col cuore ero vicino ai miei compagni, ma non sono pentito della scelta di restare in città. Rischiavo di non essere ammesso a questo esame: l’obiettivo minimo era la sufficienza, visto che le 113 assenze su 200 giorni di lezione non avevano consentito la valutazione in ogni materia attraverso verifiche e interrogazioni. La Nazionale resta un sogno, ma la scuola era l’obiettivo principale".

Il futuro calcistico sarà sempre allo Spezia?

"Credo che rimarrò nelle Aquile, parleremo comunque più avanti in virtù anche dei recenti cambi societari".

E quello scolastico si ferma qui?

"Mi dedicherò una piccola pausa dopo il conseguimento del diploma, prima di iniziare la preparazione atletica in vista del prossimo campionato. Comunque ho saputo che ci sono delle borse di studio che la Lega calcio mette a disposizione dei giocatori che vogliono intraprendere anche il percorso universitario. La mia scelta? Qualcosa legato alle materie umanistiche".