Livorno, 10 dicembre 2010 - ''Hà voglia di be’ ova!'' Federico Maria Sardelli, pittore, incisore, direttore d’orchestra e autore satirico livornese ha commentato con questa esclmazione la ''frittata di uova al tegamino'' com’è stata ribattezzata l’incursione che mercoledì mattina è stata fatta a Livorno. Alcuni edifici erano ricoperti di adesivi raffiguranti uova accompagnati dalla scritta 'Terror'. Uno scenario degno dei più blasonati satiri livornesi che sono rimasti colpiti da questa dimostrazione, contestazione o ragazzata che sia. ''Mi sembrano del tutto stupide le grida di allarme “intolleranza” — dice il giovane Sardelli — qualunque cosa vogliano rappresentare le ova, sono una forma di protesta igegnosa e, a suo modo, pacifica. A me l’ovo sta simpatico''.Sardelli si trova a Lipsia ma la notizia che la sua città sia stata «colpita» da una raffica di uova l’ha incuriosito. Anche Paolo Migone non perde l’occasione di fare una battuta. ''Se eran... era peggio, che dite?'' In effetti, questa volta alle facciate dei palazzi è andata bene, potevano essere conditi con bel altri alimenti o colori. Chi sarà stato? Migone ha una sua teoria: ''Secondo me è stato un allevatore di galline'' ci ride anche lui mentre pronuncia queste frasi. Sicuramente quanto accaduto mercoledì a Livorno potrà essere rielaborato da un comico come Migone che ha fatto della livornesità il suo cavallo di battaglia.

 


''Certo che l’idea è originale e dunque apprezzabile — continua il comico — c’è ancora chi ha spirito e voglia di ribellarsi. E chi lo fa in questo modo ha tutta la mia simpatia e solidarietà. Chiunque siate, sono con voi!''. Un’occasione d’oro anche per Mario Cardinali, direttore del Vernacoliere, che ha commentato, sorridendo: ''Almeno se erano bistecche! Ova al tegamino e adesive, anche questo è il segno della crisi. In altri tempi le avrebbero tirate fresche contro i palazzi!'' Non poteva che accadere in una città come Livorno dove la satira governa, una dimostrazione come quella che si è verificata nel giorno dell’Immacolata.

 


Qualcuno ha ricordato le incursioni del ''Sodalizio muschiato'', firmato da Giorgio Marchetti al secolo Borzacchini. ''Una burla moderna — esclama — popolare ma raffinata, affatto sgradevole. Comunque sotto c’è qualcosa, di sicuro''. Poi riavvolge la memoria: ''Il sodalizio muschiato metteva biglietti ovunque — ricorda — una volta a Capalbio, dove ci vanno tutti i vip persino sul cartello di benvenuto ‘mettemmo l’adesivo ‘Attenzione zona infestata da teste...’ Lei non lo può scrivere sul giornale, mai noi si''. Altro che 'ova'...