ANDREA LUPARIA
Cronaca

"Sono stato nelle Brigate Nere: non sono pentito"

Bruno Podestà, 88 anni, racconta la scelta di vita fatta a 15 anni. E vorrebbe confrontarsi in pubblico, a Massa, con chi la pensa diversamente

L’adunata delle rappresentanze militari della Rsi a Milano: nel tondo, Bruno Podestà (dal libro «Forza e coraggio»)

L’adunata delle rappresentanze militari della Rsi a Milano: nel tondo, Bruno Podestà (dal libro «Forza e coraggio»)

Massa, 13 aprile 2016 - «Non mi pento di quello che ho fatto. Sono sempre stato onesto e mi piacerebbe avere un confronto, qui a Massa, con chi la pensa diversamente da me. Sarebbe bello, in pubblico, dialogare serenamente».

Quando parla Bruno Podestà non dimostra la sua età. Invece ha 88 anni, ben portati. E nessuno direbbe che quando aveva 15 anni, ha aderito alla Repubblica sociale italiana ed è entrato prima nella GNR (la Guardia Nazionale Repubblicana) poi nelle Brigate Nere. Una storia comune a centinaia, forse migliaia di ragazzi. Perché sono tanti i ragazzi della provincia apuana che tra il 1943 e il 1945 erano dall’altra parte. Podestà, massese doc, ne ha conosciuti tanti. Sia quelli che erano come lui, i fascisti, sia quelli che erano con partigiani e alleati. Descrive questi e quelli nel libro «Forza e coraggio. I miei dieci anni da guardia del duce ad angelo del fango e del mare» uscito da poco. Un volume dove racconta anche di chi è passato da una parte all’altra.

«Il 30 ottobre 1945 quando mi riportarono in carcere ci caricarono su una jeep scortata dalla polizia partigiana, con qualche giovane che aveva prestato servizio con me nella Repubblica sociale italiana a Borgo Taro... In tanti allora dichiaravano di essere antifascisti nonostante durante il regime avessero ottenuto licenze commerciali di ogni tipo (bar, negozi, forni, alimentari, ecc.) e persino il porto d’armi».

QUANDO gli chiedi se aveva saputo, a quel tempo, delle stragi a Forno, alle Fosse del Frigido o a San Terenzo Monti si stringe tra le spalle. «A maggio 1944 la mia compagnia della GNR fu trasferita nel bresciano. Poi mi selezionarono ed entrai a far parte della Legione Mussolini di Verona. Eravamo sul Lago di Garda a protezione del Duce e della sua famiglia. A ottobre la mia compagnia fu trasferita a Bassano del Grappa insieme ad altri reparti per formare la divisione Etna. Per otto mesi non seppi nulla nemmeno della mia famiglia. Non sapevo neanche che avevano evacuato Massa e che loro erano a Fontanellato». Nato sulla Piastronata, Podestà spiega così la sua scelta di vita: «A 15 anni entrai nella milizia perché avevo subito i bombardamenti, avevo visto gli aerei mitragliare. I nostri nemici erano inglesi e americani, non i tedeschi, che erano venuti a difenderci quando siamo stati invasi. E dopo l’8 settembre sono entrato nella Milizia. Eravamo, solo di Massa, in 800. Ci addestrarono e poi ci mandarono a proteggere strade e ponti in Lunigiana. Allora i partigiani non c’erano o erano poco organizzati. Gli assalti sono iniziati nel 1944. Ne ricordo due. Il primo a Zeri. Ci dissero che c’era un distaccamento con 20/30 soldati inglesi. Arrivammo ma erano già andati via. Li avevano informati. Poi ci chiamarono quando i partigiani assaltarono la stazione di Guinadi, dopo Pontremoli. Quando arrivammo era tutto distrutto».

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