Pontremoli (Massa Carrara), 21 giugno 2012 - Non valide. Questo, in una sola parola, il risultato delle ispezioni all’Istituto “Giulio Tifoni” di Pontremoli in seguito alle ormai famose cinque bocciature. I tanto attesi esiti sono stati resi noti ieri dall’Ufficio Scolastico regionale della Toscana e dal Dipartimento all’Istruzione di Roma. Tutto da rifare quindi: consigli di classe da riconvocare e valutazioni da rivedere in toto per quel che riguarda i cinque alunni rimandati.

«Abbiamo riscontrato diverse carenze — ci ha spiegato ieri Lucrezia Stellacci, capo dipartimento all’Istruzione di Roma — : il collegio dei docenti non ha mai stabilito dei criteri atti a stabilire o no una bocciatura, non è mai stata seguita una griglia di valutazione. In parole povere, nel materiale analizzato c’era scritto che i cinque alunni si bocciavano, ma non si spiegava per quale motivo si era arrivati a questa decisione. Si sono limitati a bocciare per motivi eccezionali, senza però specificare quali sono state in concreto le motivazioni. Questo rasenta, a mio parere, la nullità di tale giudizio».

Una doccia fredda per i docenti del Tifoni e per il dirigente scolastico Angelo Ferdani, che da via IV Novembre ieri è venuto a conoscenza della notizia quando ancora non era stata data l’ufficialità. «Noi abbiamo la coscienza pulita — ha dichiarato ieri il dirigente Ferdani all’Ansa — : abbiamo agito secondo le norme e nell’esclusivo interesse degli alunni. Questa notizia mi amareggia, e mi assumo in prima persona tutta la responsabilità di questo battage pubblicitario denigratorio che non meritiamo».

Le incongruenza riguarderebbero poi il fatto di non aver mantenuto durante l’intero anno scolastico un rapporto di consultazione e di riferimento con le famiglie in questione e soprattutto il non aver tentato un percorso di recupero didattico degli alunni in questione.

«Questo ha portato alla decisione di rivedere le valutazioni prese in precedenza — ha continuato il capo dipartimento Stellacci — : il rimedio? Ora dovranno essere rifatti i consigli di classe, ma non sarà semplice seguire una griglia di valutazione, visto che non è stata nemmeno presa in considerazione in precedenza».

Una storia ancora molto lontana dalla parola fine quindi. Solo una volta riviste le valutazioni e riformulati gli esiti dell’anno scolastico si potrà dire conclusa una vicenda che ha coinvolto l’opinione pubblica di tutta Italia. «Mi auguro che il dirigente scolastico e il corpo docenti siano all’altezza della situazione — ha concluso Lucrezia Stellacci —e che questa storia si concluda al più presto e nel migliore dei modi. Perché il clamore non fa bene all’istituzione della scuola, ma soprattutto agli studenti».

Manuela Ribolla