Prato, 27 ottobre 2010 - TRE MONEY transfer cinesi di via Pistoiese sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Firenze sulla scia dell’operazione «Cian liu» («Fiume di denaro») che lo scorso giugno portò all’arresto di 24 persone sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia. E dunque, sulla scorta delle indagini sui capitali portati in Cina, i finanzieri hanno di nuovo fatto tappa in città con il nucleo di polizia tributaria diretto dal colonnello Flavio Urbani.

 

Nel mirino delle Fiamme Gialle sono finiti tre esercizi di money transfer di via Pistoiese, in uno di questi, secondo alcune fonti, sarebbero stati trovati contanti per un milione e mezzo di euro. Toccherà al magistrato che conduce l’inchiesta, il sostituto procuratore della Repubblica di Firenze Pietro Suchan, ad accertare la provenienza di quei soldi e la loro destinazione. Certo è che pare più che plausibile il legame con i miliardi di euro che ogni anno partono alla volta della Cina, quasi sempre in barba alle norme antiriciclaggio. Già durante l’operazione di giugno furono sequestrati diversi milioni di euro. Un vero fiume di denaro (da qui il nome dell’operazione) che continua a scorrere nonostante l’attenzione della magistratura e che trova in Prato il suo centro nevralgico. Ma anche le zone limitrofe non sono esentate: a Sesto Fiorentino, infatti, si troverebbe il quarto money transfer finito nella rete dei controlli dello scorso lunedì.