Prato, 30 novembre 2010 - L'operazione 'Muraglia' della guardia di finanza di Firenze che ha portato al sequestro di 3,8 milioni di euro e alla denuncia di 19 persone per rimesse illecite di denaro verso la Cina, attraverso agenzie di money transfer di Sesto Fiorentino e di Prato, è nata da una precedente inchiesta fiorentina contro la criminalita' cinese e il riciclaggio, risalente al giugno scorso.
L'indagine, condotta dalle fiamme gialle, aveva portato al sequestro di 14 subagenzie riconducibili all'operatore nazionale 'Money2money', rilevate per il 50% da una famiglia cinese, i Cai, i cui componenti vivono in gran parte a Prato. In quell'occasione i militari scoprirono che dall'ottobre 2006, quando i Cai entrarono in Money2Money, a giugno 2010 erano stati trasferiti in Cina oltre 5 miliardi di euro. Da gennaio a ottobre 2006 erano stati trasferiti solo 180 mila euro. Se si prendono le cifre complessive transitate verso la Cina, nei primi sei mesi di quest'anno da Firenze e Prato, si scopre che dal capoluogo regionale sono passati 75,5 mln di euro (nei primi sei mesi del 2009 erano stati 37,5 mln), mentre da Prato 159,2 mln (157,5 nei primi 6 mesi dello scorso anno).
La guardia di finanza ha quindi deciso di monitorare eventuali canali alternativi per il trasferimento del denaro: e i militari hanno scoperto che quattro agenzie, due di Sesto e due di Prato, a partire da luglio avevano aumentato fino al 1.300% il numero delle rimesse, passando ad esempio da 4 milioni di giugno fino anche a 39 ad agosto. Complessivamente in 4 mesi, dalle quattro agenzie di Sesto e Prato sono stati trasferiti 125 milioni di euro. Migliaia inoltre le operazioni registrate giornalmente, a nome di ignari e inesistenti cittadini cinesi, sebbene dai controlli risultassero poche decine le persone che effettivamente si recavano nelle agenzie. Tra queste persone 13 sono stati denunciate: tranne due, imprenditori, gli altri non risultano avere un lavoro. Denunciati anche i rappresentanti delle quattro agenzie e l'intermediario nazionale a cui facevano capo.
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