Perugia, 26 agosto 2013 - “Non occorrevano titoli sui giornali e neanche una sfera di cristallo per rendersi conto che la signorina Amanda Knoxville si sarebbe ben guardata dal tornare in Italia per affrontare il nuovo processo di appello. L'annullamento della sentenza in Cassazione evidenzia come non fossero infondati i richiami alle pressioni internazionali e a un evidente abdicazione della nostra sovranità sull'altare di interessi che nulla hanno a che fare con la giustizia. Superfluo sottolineare una volta di più come la città di Perugia, l'Umbria e l'Università abbiano avuto danni di immagine ed economici da questa tragica vicenda, senza peraltro tralasciare i risvolti umani e familiari della stessa”. Lo afferma il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I), che chiede di revocare il gemellaggio fra le città di Perugia e Seattle, città nativa della donna americana sotto processo in Italia.
 

“La città di Seattle, legata da un gemellaggio ormai ventennale con Perugia – secondo Lignani - non ha perso occasione durante la detenzione di Amanda di criticare il nostro capoluogo, sia revocando l'intitolazione di un
parco alla città del Grifo sia con petizioni tendenti al ritiro del gemellaggio stesso. Perugia non ha bisogno di rapporti indesiderati e dovrebbe, in questa situazione in cui si riapre una ferita della propria storia recente, passare lei alla controffensiva. Se Amanda, come quasi certo, non dovesse presentarsi al processo e non affrontare il verdetto della giustizia italiana, Perugia deve revocare il proprio gemellaggio con Seattle. Le sentenze si rispettano e devono essere eseguite, si sente ripetere in questi giorni, questo deve valere anche per la cittadina di Seattle Amanda
Knox”.