CLAUDIO ROSELLI
Cronaca

30mila euro per i Giardini di Piero. Il contributo di Aboca per il borgo

SANSEPOLCRO Sempre più stretto il legame fra Sansepolcro e Aboca Spa, la grande realtà imprenditoriale che qui ha sede e...

Il Giardino di Piero della Francesca

Il Giardino di Piero della Francesca

SANSEPOLCROSempre più stretto il legame fra Sansepolcro e Aboca Spa, la grande realtà imprenditoriale che qui ha sede e che è oramai affermata a livello internazionale. Grazie alla convenzione per l’occupazione temporanea degli spazi all’interno del Giardino di Piero della Francesca, che ha previsto un contributo di 30mila euro garantito da Aboca a seguito dell’aggiudicazione della gara, a brevissimo giro di tempo prenderanno il via importanti lavori di riqualificazione dell’area verde all’interno delle vecchie mura. Gli interventi, già autorizzati dalla Soprintendenza, comprenderanno la spazzolatura e riverniciatura della recinzione perimetrale, della fontanella esistente e dei pali dell’impianto di illuminazione; la pulizia e il restauro della grande seduta sul lato nord e delle sedute in granito e cemento già presenti; la pulizia della statua situata nel giardino e poi l’acquisto di nuove unità di arredo urbano per migliorare e potenziare gli spazi a disposizione dei cittadini. I lavori saranno completati prima delle tradizionali Fiere di Mezzaquaresima che si svolgeranno in città da giovedì 3 a domenica 6 aprile, restituendo alla comunità un’area più accogliente e valorizzata. Una storia particolare, quella del Giardino di Piero, nato come orto di sotto dell’attiguo (ex) convento di San Francesco; è stato il Comune, che lo aveva ricevuto dal Fondo per il Culto, a trasformarlo appunto in giardino pubblico nel 1892 e nello stesso anno – in occasione del 400enario della morte del sommo artista – vi è stato eretto il monumento a Piero realizzato dallo scultore Arnaldo Zocchi. Il parroco, che non era d’accordo con questa decisione, aveva presentato ricorso al Tribunale di Arezzo, che condannò il Fondo per il Culto; la Corte di Appello di Firenze confermò la condanna nel 1896, per cui i frati conventuali ebbero ragione, ma davanti al nuovo giardino e al monumento sentirono un dovere di rispetto, non rivendicando il loro orto: il Comune restituì così il terreno e di fatto se lo riprese grazie alla donazione dei frati. La fontana del giardino era stata segnalata come una fra le cento più significative d’Italia e per un periodo di tempo a conferire la veste di un vero e proprio salotto al "polmone" cittadino era stata la Società Rionale di Porta Romana con il volontario Francesco Gorini.