Salvatore Mannino
Cronaca

"Aggredita e picchiata dentro al negozio": paura nel forno di piazza Giotto

La titolare: un ragazzo di colore ha devastato il locale, è di quelli che l’emergenza spinge verso la mensa caritas. «Ero con una cliente, ci ha spinto contro il muro»

La fornaia

La fornaia

Arezzo, 25 marzo 2020 - In apparenza è una storia di ordinaria cronaca nera, in realtà è anch’esso un episodio dei tempi dell’epidemia, quando alle quattro del pomeriggio per strada e nei negozi non c’è quasi più nessuno e un commerciante rischia persino a tenere aperto. Ne sa qualcosa la proprietaria di uno dei forni della zona Giotto, la Boutique del pane di via Lorenzetti, quasi in piazza.

Aggredita e picchiata insieme a una cliente, mentre un ragazzo di colore le devastava il negozio. Un tentativo di rapina o «solo» un’esplosione di rabbia nel momento in cui è difficile tenere a bada l’umore provato da tanti giorni di confino o, nel caso di un senza dimora, di inutile vagare per le strade? La titolare è convinta della prima ipotesi, ma ancora certezze non ce ne sono.

Anche perchè ieri mattina la polizia stava ancora cercando il protagonista, segnalato in piazza nei pressi della mensa Caritas che è diventata ancor più con l’emergenza un punto di riferimento per disgraziati senza tetto nè legge. Succede tutto lunedì pomeriggio. A raccontare è la stessa vittima, proprietaria del negozio.

«Stavo servendo una cliente - spiega - quando è entrato dentro questo ragazzone di colore, giovane, inizialmente tranquillo. Gli ho detto che doveva stare fuori, che doveva rispettare come tutti le regole: nel negozio non più di uno per volta. E lui ha perso la testa».

Non è la solita iperbole. Perchè il ragazzo ha avuto davvero un’esplosione di nervi, forse di ubriachezza, perchè secondo la signora, si vedeva bene (e si sentiva) che aveva bevuto: «Ha cominciato a urlare parolacce, a inveire contro me e contro la mia cliente, a dire che noi italiani siamo tutti delle m....E fin qui passi. Il brutto è stato quando ha cominciato a devastare tutto. Passava le mani sugli scaffali e buttava tutto per terra, spaccando quel che gli capitava a tiro: scatolette, vasetti di vetri, bottiglie di birra. Una furia incontrollabile».

Il peggio però è venuto dopo, quando nel mirino del giovane sono finite direttamente le due donne: «Ci ha stretto contro il muro, poi ha cominciato a picchiarci. Attimi di autentico terrore. Non so come ho fatto a liberarmi. L’adrenalina mi ha suggerito di dargli uno spintone per mandarlo via. Ho urlato alla cliente che chiamasse la polizia, lui a quel punto è scappato, senza portare via niente. Per fortuna, perchè a quell’ora non c’era più nessuno che potesse darci di mano. Gli altri negozi erano tutti chiusi, non avrei saputo a chi chiedere aiuto».

L’aggressione finisce lì. Le Voolanti della questura arrrivano nel giro di qualche minuto, la proprietaria del forno racconta tutto, fornisce anche, ovviamente, la descrizione del ragazzo, uno di quelli, dice lei, che in questi giorni convulsi si aggira spesso per la piazza.

Ieri mattina, infatti, la titolare del forno lo vede di nuovo, nel capannello di quelli che sono in attesa della mensa: «Ho chiamato ancora la polizia, gli ho detto che corressero perchè era tornato. Non so se poi siano riusciti a individuarlo. Quello che so è che il giorno dopo ancora mi batte il cuore, la tachicardia mi è rimasta per tutta la sera. Pensavo di sentirmi male, solo adesso sto recuperando un pizzico di tranquillità».

Intanto la notizia corre fra i commercianti della piazza. Avrebbero mai immaginato che stare dietro una vetrina significasse sentirsi in prima linea?