ANGELA BALDI
Cronaca

Badanti, stangata di mille euro a famiglia

È il costo all’anno calcolato in base all’adeguamento Istat. Il responsabile Cgil: «Registriamo 570 pratiche, aumenti fino a 150 euro al mese». Ma i numeri del sommerso sono infiniti

anziani

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Arezzo, 19 gennaio 2023 - Il ruolo svolto dagli assistenti familiari è sempre più centrale in un paese che continua ad invecchiare come il nostro. Per gli stipendi di colf e badanti, da gennaio 2023 scattano aumenti da 109 a 145 euro al mese. L’adeguamento delle retribuzioni all’inflazione avrà un impatto rilevante anche per le famiglie aretine che versano una paga oraria allineata ai minimi. Incrementi consistenti per chi ha un’assistente convivente o una baby sitter a tempo pieno, con aumenti che pesano praticamente per una mensilità in più in fondo all’anno. I rapporti che prevedono la convivenza fra assistente familiare e datore sono quelli più interessati dagli aumenti, mentre chi esercita la prestazione di lavoro in regime di non convivenza percepirà meno lo scatto. L’impatto maggiore infatti si avrà sulle famiglie che hanno una badante convivente, che non è pagata “a ore”, ma in base a uno stipendio minimo mensile, e quindi con una paga oraria più simile ai minimi previsti dal Contratto nazionale di lavoro. Attualmente la retribuzione minima mensile di una badante convivente di livello «C Super» è di 1.026 euro.

 

Ida Forni del Caf provinciale Cgil di Arezzo, quante sono le badanti con regolare contratto di lavoro ad Arezzo?

 

“Registriamo circa 570 pratiche di abbonamenti e assunzioni Coba, colf e badanti, all'anno. Di queste solo alcune colf hanno un contratto a tempo, per la maggior parte si tratta di assunzioni a tempo pieno e di badanti conviventi”.

 

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, su 1,6 milioni di lavoratori domestici in Italia, circa la metà (750 mila) lavora in nero, un numero destinato ad aumentare, è così anche nella nostra provincia?

 

“E’ verosimile che su 570 assunzioni registrate ce ne siano altrettante in nero”.

 

Gli aumenti delle retribuzioni faranno crescere in futuro il sommerso?

 

“E’ una cosa possibile, considerando che sono molte di più rispetto al numero dei contratti registrati, le persone che si rivolgono al nostro Caf per avere informazioni sull’assunzione di colf e badanti ma che poi non fanno un contratto regolare”.

 

Per le famiglie che applicano le retribuzioni minime contrattuali ai propri collaboratori familiari, gli aumenti in arrivo dal 2023 possono oscillare in base al profilo del lavoratore da un minimo di 109 euro al mese a un massimo di 145 euro. Quanto peseranno questi adeguamenti all’inflazione sulle famiglie?

 

“Gli aumenti salariali per colf e badanti di circa 150 euro al mese, peseranno in fondo all’anno per una mensilità in più sulle famiglie, un aumento consistente, soprattutto per chi assume una badante convivente”.

 

C’è però sempre una grossa fetta di popolazione che non regolarizza i contratti, qual è il rischio?

 

“Soprattutto nei contratti delle colf, alcune persone dichiarano un orario più basso di quello che viene in realtà svolto. Diversa invece è la situazione delle badanti conviventi in cui non si sgarra nell’orario e viene applicato il tempo pieno. Ma resta il grande fenomeno del sommerso. Noi ricordiamo a tutti che non fare un contratto è rischioso sia in caso di incidenti, sia per non incappare come già accaduto a molti anche nella nostra provincia, in vertenze sindacali”.