GAIA PAPI
Cronaca

Arezzo: nascite stabili e madri più anziane all'ospedale San Donato

Le nascite restano stabili mentre l'età delle madri aumenta. Il San Donato di Arezzo accoglie molte gravidanze a rischio.

Le nascite restano stabili mentre l'età delle madri aumenta. Il San Donato di Arezzo accoglie molte gravidanze a rischio.

Le nascite restano stabili mentre l'età delle madri aumenta. Il San Donato di Arezzo accoglie molte gravidanze a rischio.

AREZZONumero delle nascite stabili ed età delle madri in aumento. È il quadro che emerge dagli ultimi anni nel reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale San Donato di Arezzo. "Negli ultimi tre anni, il numero delle nascite all’ospedale di Arezzo si è mantenuto stabile: 1.351 nel 2022, 1.337 nel 2023 e nuovamente 1.351 nel 2024. Un dato che, secondo gli esperti, appare rassicurante rispetto al calo delle nascite registrato a livello nazionale" ci spiega il direttore, Ciro Sommella (nella foto). Numeri importanti che si spiegano anche con il fatto che "Arezzo non è solo un centro di riferimento per le nascite della città, ma accoglie anche molte donne provenienti dalla provincia e dalle zone limitrofe, in particolare che necessitano di assistenza per gravidanze a rischio". L’anno scorso un ruolo significativo lo ha giocato una "luna particolarmente favorevole" che, tra il 5 e il 6 novembre, ha portato alla luce ben 20 bambini, fra cui due gemelli. Un vero e proprio record al San Donato. Uno dei dati più significativi riguarda l’età delle madri: "Il trend indica che il primo figlio arriva sempre più tardi, con una media di circa 33 anni e punte che raggiungono anche i 47. Questo fenomeno è spesso legato al ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita, che consentono di ottenere una gravidanza anche in età più avanzata" spiega Sommella.

Il fenomeno si inserisce in un più ampio cambiamento sociale, in cui le donne scelgono di posticipare la maternità per motivi lavorativi, economici o personali. La medicina ha fatto passi avanti nel garantire gravidanze in età più avanzata, ma i rischi aumentano, motivo per cui i centri specializzati come quello di Arezzo rivestono un ruolo chiave. Altro dato interessante: negli ultimi 6 anni, si è registrata una riduzione del numero di figli nelle famiglie di origine straniera. "Se in passato era comune per le donne immigrate avere tre o quattro bambini, oggi il numero si è stabilizzato su uno o due, c’è stato un adeguamento ai nostri costumi. Tra le possibili cause forse l’impatto dell’introduzione della contraccezione gratuita nei consultori, che ha portato a una maggiore consapevolezza e pianificazione delle gravidanze". Gli esperti evidenziano come l’integrazione sociale e l’accesso a maggiori informazioni sulla salute riproduttiva abbiano modificato anche le abitudini delle comunità straniere, che sempre più spesso si allineano ai comportamenti delle famiglie italiane. Un altro fenomeno in crescita al San Donato è quello delle gravidanze gemellari, "dovuto al maggior ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita poiché in generale c’è un calo della fertilità spontanea sia femminile che maschile" spiega il direttore.

Per quanto riguarda l’anno in corso, infine, i dati preliminari indicano una stabilità delle nascite. "Un segnale positivo, soprattutto se confrontato con il trend nazionale che continua a registrare un calo demografico preoccupante" conclude Sommella.