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L’intelligenza artificiale sta entrando nelle nostre vite. Un esperto ci accompagna a conoscerla meglio
"È importante valorizzare iniziative come queste per svecchiare i musei e i luoghi di cultura, trasformandoli da spazi polverosi a veri centri artistici attrattivi. Mi piacerebbe che l’autore animasse anche gli oggetti nel nostro museo". Massimo Gallorini, presidente del centro Studi Arte & Co.Scienza e direttore direttore del Mu.Vi. Museo della Vita, guarda con entusiasmo al filmato "Arezzo con gli occhi di un bambino" del videomaker Leo Bi. Da esperto di intelligenza artificiale e di arte si lascia andare a un commento personale: "Bella l’animazione della Chimera, un chiaro omaggio a Scatragli, anche se mi sarebbe piaciuto fosse fatta seguendo l’originale custodito al Museo archeologico a Firenze". E poi esalta il richiamo all’acqua, sia quella canalizzata nell’acquedotto vasariano, sia quella del mare che, nel video, solca piazza Grande.
"Sono immagini dall’impatto visivo importante, ha utilizzato la tecnologia in maniera sorprendente dal punto di vista artistico". Si tratta, come spiega il professore, già docente incaricato di Trattamento digitale delle Immagini dell’UniSi, di un ottimo esempio di "edutainment", una forma di intrattenimento che punta sia a educare sia a divertire. "L’autore è intervento su soggetti e oggetti del patrimonio artistico e architettonico della nostra città, valorizzando maniera scherzosa la cultura del nostro territorio. Operazioni come queste - avverte poi Gallorini - vanno fatte con sapienza, non si possono banalizzare elementi dicendo che si tratta di una cosa per i bambini. In questo caso non c’è rischio, perché il video passa in primis dall’adulto, che riconosce quello che è creato a fini educativi e artistici e quello che è invece un falso storico".
Nel caso specifico non c’è desacralizzazione del patrimonio artistico, ma non nasconde che gli strumenti basati sull’IA presentino dei pericoli. "Pensiamo all’energia atomica e a tutto quello che ha permesso in campo energetico e di scoperte. Poi ha portato anche alla bomba. Ecco il paragone non è velleitario, l’IA può essere esplosiva, sta a noi contenerla e sfruttarla per il bene dell’umanità. Sono strumenti dalla potenzialità interessante, che oggi sono sfruttati senza fare i conti nelle implicazioni a lungo termine".
A livello artistico la linea di demarcazione è molto sottile. "Affrontare i rischi richiede regolamentazioni, trasparenza nei modelli dell’IA e sviluppo di strumenti per rilevare contenuti manipolati. Anche nel nostro Museo della Vita stiamo studiando come utilizzarla per creare brevi filmati educativi e coinvolgenti, trasformando gli oggetti esposti in narratori o attori di storie interattive., in modo da offrire un’esperienza immersiva che unisce cultura, scienza e tecnologia, rendendo l’apprendimento più coinvolgente e indimenticabile".