LUCIA BIGOZZI
Cronaca

Salva la nonna dalla crisi epilettica, il padre commosso: “Mio figlio è un eroe”

L’impresa di Gioele, 11 anni: lei sistema il giardino, ha una crisi, lui la copre con una coperta e la mette in posizione supina a terra. Poi spiega tutto ai soccorritori e li mette sulla buona strada. “Ho imparato a scuola dai corsi della Misericordia”

A sinistra Francesco Boncompagni e il figlio Gioele. A destra i corsi della Misericordia a scuola

A sinistra Francesco Boncompagni e il figlio Gioele. A destra i corsi della Misericordia a scuola

Arezzo, 6 aprile 2025 – Un attimo che vale una vita. L’attimo in cui Gioele, 11 anni, ha visto la nonna vacillare e capito che non c’era tempo da perdere. Una crisi convulsiva, all’improvviso, il corpo che va fuori controllo e lui che non si fa travolgere dalla paura. La soccorre, si ricorda delle “regole” del primo soccorso imparate a scuola e le mette in pratica, chiama il 112 e al telefono segue le indicazioni dell’operatore del 118 mentre l’ambulanza della Misericordia è in viaggio, a sirene spiegate.

Mio figlio è un eroe, e non manco di dirglielo”, dice con l’emozione che spezza le parole in gola, Francesco Boncompagni, il babbo di Gioele, ricostruendo quei drammatici momenti.

È successo tutto in un attimo. Lei sessantuno anni, è in giardino insieme al nipote: cura le piante per impreziosire quell’angolo di verde dove affaccia la casa, a due passi dal centro. Gioele è poco distante da lei, gioca a pallone e insegue i sogni della sua età. Ma in una frazione di secondo si ferma, nota un atteggiamento strano, il corpo della nonna che si irrigidisce, il rischio di una caduta rovinosa. Lei si aggrappa alla ringhiera e Gioele la raggiunge, la sorregge e l’accompagna lentamente nella posizione supina, a terra. Poi avverte il babbo che è in ufficio e chiama il 112 per dare l’allarme.

Gli specialisti del 118 capiscono subito che si tratta di un caso grave, anche grazie alla descrizione dettagliata di Gioele che consente di valutare l’entità del caso e predisporre la metodologia migliore per l’intervento. Sono gli specialisti del 118 a rassicurare Gioele che tuttavia non si perde d’animo. Lo rassicurano e lo guidano nelle manovre di base necessarie a stabilizzare il paziente in attesa dell’ambulanza. Attimi preziosi, nei quali Gioele posiziona il corpo della nonna su un fianco e lo protegge avvolgendolo in una coperta. “È stato bravissimo e coraggioso” dice Roberto Petti, il team leader dell’ambulanza della Misericordia che si è precipitata a sirene spiegate. “Abbiamo soccorso la signora e trasferita a bordo per gli accertamenti necessari in attesa dell’arrivo dell’auto medica. Poi ho chiesto al ragazzo dove aveva imparato le tecniche di primo soccorso e lui mi ha raccontato del nostro corso Asso che ha frequentato a scuola. Ne sono felice perché si tratta di progetti di sensibilizzazione e formazione che portiamo in tutti gli istituti scolastici”.

Progetti che fanno la differenza, come in questo caso. Lo sottolinea il vicesindaco Lucia Tanti ricordando l’impegno del Comune per “continuare e rafforzare questi progetti”. I volontari della Misericordia (con Petti anche Pasquale Chiaro e Samuele Oroni) hanno soccorso la donna in attesa dell’automedica. Una staffetta di salvataggio che ha funzionato alla perfezione: i medici hanno completato l’intervento. La donna è stata trasferita al pronto soccorso e ieri è rientrata a casa. L’abbraccio con Gioele e il ritorno alla normalità, mai così preziosa dopo quello che ha condiviso con il nipote.

“Da poche settimane Gioele ha frequentato a scuola il corso Asso della Misericordia e ha appreso le tecniche di base per il soccorso. È un’iniziativa importante che offre gli strumenti per riuscire a gestire situazioni complesse come questa. E Gioele è riuscito a mantenere la lucidità pur nella preoccupazione per la nonna, grazie anche alle regole imparate a scuola. Il corso Asso dovrebbero farlo tutti i giovani e non solo”, spiega il babbo di Gioele. Che ora ha ritrovato la serenità, dopo lo spavento e una prova forse più grande di lui.