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Cronaca

Burian, ieri Arezzo tra le 4 città più fredde in Italia: e da stanotte è allerta neve

E45 riaperta ma controlli serrati nei collegamenti con nord. Appello alla Regione del sindaco di Badia Tedalda. La mappa del gelo

Ghiaccio

Ghiaccio

Arezzo, 28 febbraio 2018 - Lo schiaffio di Burian: l’uomo del nord, o forse il tricheco chissà, non ci risparmia nulla. Prima la neve, anche se sotto tono ed esplosiva solo nei lembi estremi della Valtiberina e del Casentino. Poi il ghiaccio.

Ieri le temperature a picco. Arezzo con - 8 gradi è nel poker delle città più fredde d’Italia. Temperature vertiginose: alla Stazione - 8 ma già a Palazzo del Pero - 10 e un carosello di dati in doppia cifra, che ritaglia il top a Sestino. con un - 11,8 che è davvero più da trichechi che da cavalli, quelli che vivono negli allevamenti della zona. Temperatura stanotte scesa ulteriormente: il -10 in città era scontato in una morsa la cui percezione va perfino al di là dei numeri scritti sul termometro. Un carosello che si muove fino ai - 11,4 di Camaldoli e agli 11,8 di Sestino. Ma ci torneremo.

Intanto il quadro generale si schiarisce. Riaperta ieri pomeriggio la E45, anche se con il versante romagnolo ancora critico. Riaperta la Marecchiese. Riaperta la Viamaggio. Migliorata la situazione a Badia Tedalda e a Sestino, come al solito i comuni nella tormenta. Il sindaco Santucci ha scritto una lettera alla Regione: «Stiamo facendo da soli, siamo ben attrezzati: ma chiediamo un sostegno economico immediato per il gasolio e le altre spese vive». Intestazione? «Se ci sei batti un colpo». Chiusi ancora i valichi dei Mandrioli e della Calla.

Ora il nemico da Burian diventa «Big Snow»: dai baffi del tricheco ad un nome yankee. Indica nevicata di quelle robuste. Arriverà? Le previsioni del Lamma indicano neve a valle da stanotte. E il meteo del comune è sulla stessa linea. «Al momento attuale – spiega Giovanni Baldini – saremmo su un fenomeno che potrebbe assestarsi a valle e in città intorno ai dieci centimetri, non di più». Ma abbiamo visto in queste ore cosa i dieci centimetri siano riusciti a fare ad altre latitudini. Certezze, come sempre, non ce ne sono. La corrente più calda incrocia quella fredda: un incrocio fatale, finché la temperatura non risalirà e a quel punto la neve diventerà pioggia, ma sarà già il pomeriggio di giovedì. Però non è detto che tutta la provincia venga coinvolta.

Di fatto è un allerta che moltiplicherà stasera i passaggi dei mezzi di emergenza: e terrà con il telefono sul cuscino domattina tutti i reperibili. Anzi stanotte, visto che il fenomeno potrebbe partire intorno all’una. Sulla E45 la Romagna basta a tenere sulle spine tutti. Ieri accessi chiusi e addirittura spostamento del prefiltraggio in Umbria per allentare la morsa sui parcheggi pieni di Tir a Sansepolcro. Poi la schiarita.

Anche se condizionata alle previsioni. Mentre intorno l’albero delle temperature si era colorato di cifre, grazie ai meticolosi rilevatori di Arezzo Meteo. In città - 6,2 in via Fiorentina, - 6,8 ad Antria, - 8,1 a Ca’ de Frati, - 7, 4 a Stroppiello. E intorno? Meno 9,7 a Tavernelle, -6 a Bibbiena, - 8,9 al Corsalone, - 7,8 a Salutio, - 7,1 a Montevarchi, - 8,6 a Cortona, - 9,1 a Castiglion Fibocchi. Fino alle quote alte: - 10 a Palazzo del Pero, - 11,4 a a Camaldoli, - 11,8 a Sestino e addirittura un - 12 a La Verna. Come se Burian volesse salutarci con un’ultima stretta di mano: gelata, come una bistecca tenuta in freezer per mesi e di colpo appoggiata sul collo. Che anche i trichechi abbiano il cuore caldo?