ANGELA BALDI
Cronaca

Sentenza storica alla Corte Europea: un’avvocata aretina vince la causa sullo streaming per il colosso cinese

Nicoletta Polci, con una carriera in rampa di lancio, ha difeso il principale motore di ricerca asiatico

Nicoletta Polci è probabilmente la più giovane donna, ad aver discusso e vinto un caso di fronte alla Corte Europea

Nicoletta Polci è probabilmente la più giovane donna, ad aver discusso e vinto un caso di fronte alla Corte Europea

Arezzo, 4 aprile 2025 – Trentunenne aretina, avvocata sulla cresta dell’onda, Nicoletta Polci è probabilmente la più giovane donna, ad aver discusso e vinto un caso di fronte alla Corte Europea. Una sentenza rivoluzionaria destinata a fare giurisprudenza di riferimento e creare uno spartiacque tra la licenza di contenuto audio visuale e la ritrasmissione dello stesso.

"Qualche giorno fa mi è stata notificata la sentenza del Tribunale Generale dell’Unione Europea che accoglie il ricorso che ho presentato e discusso di fronte allo stesso tribunale – spiega Nicoletta Polci - riguardante un caso di rilevanza internazionale sul concetto di television broadcasting”. Di cosa si tratta? In poche parole di trasmissioni audio e video. Lo studio legale internazionale Isern patentes y marcas di Barcellona, in cui lavorava fino a una settimana fa l’avvocato Polci, (che nel frattempo ha fatto carriera ed ha un ruolo più importante in un altro studio, il ClarkeModet) ha difeso una compagnia tecnologica di fama mondiale, il più grande motore di ricerca cinese, contro un’azienda olandese Baidu Europe B.V.

"Si è trattato di un contenzioso che aveva portato a una serie intricata e complessa di procedimenti aperti in vari territori tra cui l’Unione europea – spiega Polci - uno di questi è approdato di fronte all’ufficio europeo di proprietà intellettuale Euipo. Il più importante è quello che abbiamo vinto adesso. La chiave di questi procedimenti incatenati era un marchio registrato da parte di Baidu Europe dei primi anni 2000, che era stato registrato per proteggere varie cose tra cui software di indicizzazione, servizi di broadcasting, e servizi di licenza di proprietà intellettuale. Il mio cliente, questa compagnia tecnologica cinese, sosteneva che l’olandese avesse registrato il marchio solo per bloccare il mercato europeo al legittimo titolare cinese. Per dimostrare che effettivamente questo marchio non era mai stato utilizzato ma solo registrato, quello che potevamo fare era presentare un’azione di cancellazione del marchio per mancato uso all’Euipo, l’ufficio europeo di proprietà intellettuale”.

L’Euipo dà ragione allo studio di Polci solo in parte in primo grado e respinge al mittente il successivo ricorso. «Non contenti abbiamo presentato un ricorso al tribunale generale dell’Unione europea che ha due gradi di giudizio, e abbiamo appena vinto in primo grado – spiega Nicoletta Polci - in questa sentenza rivoluzionaria il tribunale ha confermato la mia interpretazione della prova. Utilizzando la giurisprudenza europea più consolidata, ho sostenuto che il servizio di trasmissione di contenuti audio visuali può esistere se la rete attraverso la quale metto a disposizione il contenuto è mezzo proprio di chi lo trasmette. Non esiste broadcasting se non ho una rete mia in sostanza. Per fare un esempio, se creo il mio programma tv e lo vendo a un canale che esiste, non sto facendo attività di messa in onda, non esisteva trasmissione perché non esistevano mezzi propri e il tribunale generale mi ha dato ragione. Sono molto felice del risultato soprattutto vista la mia età e il fatto di essere una delle poche donne al lavoro a questo livello".

Classe 1993, Nicoletta Polci 4 anni fa era entrata a far parte dello studio legale internazionale Isern patentes y marcas di Barcellona. Dopo essersi laureata in legge alla Luiss di Roma e specializzata in proprietà intellettuale ad Harvard, ha frequentato un master internazionale a Ginevra ed è stata presa all’ufficio europeo di proprietà intellettuale Euipo. Adesso lavora allo studio ClarkeModet con sedi in varie parti del mondo e impegnato nel settore della proprietà intellettuale e tecnologia.