ANGELA BALDI
Cronaca

Ciclone Ruffini. Benito, presente!. Il libro all’Aurora

Oggi presentazione nell’ambito del Festival Passioni. L’attore livornese e il romanzo su Mussolini bambino.

Oggi presentazione nell’ambito del Festival Passioni. L’attore livornese e il romanzo su Mussolini bambino.

Oggi presentazione nell’ambito del Festival Passioni. L’attore livornese e il romanzo su Mussolini bambino.

Il ciclone Paolo Ruffini sarà ad Arezzo oggi ospite di Passioni Festival. La rassegna culturale torna fuori stagione, con un appuntamento speciale in collaborazione con La Feltrinelli Point di Arezzo. Oggi alle 18.30 al Circolo Aurora in piazza Sant’Agostino, il regista, attore e produttore Paolo Ruffini presenterà il suo ultimo libro "Benito, presente!", edito da Baldini+Castoldi. L’incontro sarà moderato dai giornalisti Chiara Calcagno e Nicola Brandini. Paolo Ruffini è un artista poliedrico, che ha saputo spaziare tra cinema, televisione e teatro. Livornese doc, nel 2001 ha fondato l’associazione cinematografica Il nido del cuculo. Ha diretto da regista i film "Fuga di cervelli", "Tutto molto bello", "Ragazzaccio" e "Rido perché ti amo".

Oltre a essere un autore molto versatile, è stato anche conduttore di diverse edizioni del programma Colorado su Italia 1. Parallelamente ha sempre portato avanti la carriera teatrale e di scrittore, spaziando dalla prosa al varietà. Da sempre impegnato nel sociale, soprattutto sui temi della fragilità e dell’inclusione. Si distingue in particolare per il progetto Up&Down, in cui lavora con attori disabili. Nel 2022 firma la regia del docufilm PerdutaMente, il cui lavoro ha ispirato la ricerca per "Benito, presente!".

Con "Benito, presente!" Ruffini scrive un romanzo dalla forza gentile e sognante, una favola che attraversa la Storia per riconciliarci con un destino diverso, lasciandoci vedere cosa saremmo tutti se qualcuno ci esortasse a scegliere l’educazione all’amore non solo a scuola, ma nella vita. Nel libro Edoardo Meucci insegna Storia in un liceo di Milano.

È un uomo di quella sinistra che "ora non c’è più" (come direbbe lui), convinto antifascista, solitario, un po’ asociale, la sua vita sembra un cliché impolverato e triste, in cui il bellicoso fervore politico serve a mascherare anche la sua infelicità. Edoardo tratta male tutti e sta antipatico a tutti: estranei, studenti, bidelle e colleghi. Quando uno studente loda alcune "cose buone" del fascismo, Edoardo perde le staffe e lo sbatte fuori. I genitori minacciano di denunciarlo e il preside lo sospende, trovandogli un posto in una scuola elementare a Predappio, il paese di Mussolini.

A.B.