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È uscito "Megapascal". Il nuovo album di Ponticelli

Francesco Ponticelli, contrabbassista jazz aretino, pubblica il nuovo album Megapascal, una fusione di voce, parole e musica, che esprime un sentimento di urgenza legato ai problemi ambientali e globali. Un'esperienza musicale complessa e articolata, che invita a ricercare un proprio immaginario sull'universale.

È uscito "Megapascal". Il nuovo album di Ponticelli

È uscito il nuovo album del contrabbassista aretino Francesco Ponticelli, il disco è stato pubblicato per l’etichetta di Paolo Fresu. Tante novità per l’artista aretino che in questi anni ha anche aperto ad Arezzo uno studio di registrazione, Il Cicaleto. Francesco Ponticelli, uno dei contrabbassisti jazz più attivi della scena italiana, ha pubblicato il nuovo album Megapascal il 17 novembre scorso per la Tu?k Music. A quasi 10 anni dal suo esordio per la stessa etichetta, e a 6 dall’ultimo lavoro, che ne conferma il talento e lo status di uno dei compositori più interessanti e innovativi nel panorama jazz italiano. Ponticelli si è nel frattempo dedicato alla realizzazione di uno studio di registrazione all’avanguardia, il Cicaleto Recording Studio di Arezzo, seguendo numerose produzioni artistiche, e partecipando come sideman a diversi progetti: tra questi ricordiamo il fortunato Heroes con Paolo Fresu e Petra Magoni dedicato alla musica di David Bowie, e il nuovo gruppo di Enrico Rava, i Fearless Five, dove si fa notare per il grande interplay e il continuo apporto immaginativo. Megapascal è un album che affascina e sorprende. Il titolo, facendo riferimento a un’unità di misura della pressione, suggerisce una connessione tra quest’ultima e il peso di un periodo storico critico. Questo concetto riflette totalmente il senso di urgenza legato ai problemi ambientali, e ai dilemmi globali che l’umanità sta affrontando.

La musica nasce come reazione a questo stato e rappresenta un tentativo di canalizzare le energie verso una nuova identità artistica protesa verso una ancora possibile salvezza e rinascita. Per esprimere questi sentimenti Ponticelli ha composto 7 brani dove per la prima volta fonde voce, parole e musica, scegliendo un organico del tutto inedito: Samuele Cyma (voce, chitarra e elettronica), Stefania Scapin (arpa), Giovanni Iacovella (batteria ed elettronica) insieme a un quartetto d’archi composto da Ida di Vita e Massimiliano Canneto al violino, Riccardo Savinelli alla viola e Gianluca Pirisi al violoncello. L’intera struttura musicale, complessa e articolata su piani sovrapposti, crea uno spazio dove trova espressione un gusto melodico apparentemente semplice, sinuoso, che si muove in simbiosi con il senso delle parole, le quali puntano ad evocare immagini e ad esprimere qualcosa che va oltre il loro significato letterale. I temi dei testi sono intimi ma non privati, e stimolano ognuno a ricercare un proprio immaginario sull’universale abbandonando il bisogno di capire per lasciarsi andare al sentire.

A.B.