
Due donne osservano la merce esposta su un banchino
Da sempre, le Fiere di Mezzaquaresima sono l’unico vero evento di massa che caratterizza Sansepolcro. Non perché gli altri siano incapaci di attirare persone, ma perché semplicemente nessun altro appuntamento riesce a sviluppare un movimento di pari volume. In passato, soprattutto il sabato pomeriggio, la città è arrivata a contare fino a 30mila persone; molto dipenderà anche dalle condizioni atmosferiche, tradizionalmente poco favorevoli anche se l’evoluzione dovrebbe essere positiva.
"Abbiamo i numeri in crescita a livello di partecipazioni e di richieste di partecipazione alle Fiere – spiega con soddisfazione Francesca Mercati, assessore a commercio e manifestazioni del Comune biturgense – e la nostra volontà per l’edizione 2025 è quella di valorizzare la città a seguito dei lavori pubblici nel pacchetto del Pnrr che sono stati realizzati. Abbiamo allora creato un anello di continuità da Porta Fiorentina fino al parcheggio di viale Alessandro Volta; grazie all’incremento degli hobbisti, qui trasferiti dalla vecchia ubicazione di Porta Romana, tutto ciò è stato possibile: non vi sono punti morti perché coperti dagli espositori. Speriamo quindi che si crei quel passaggio di persone da noi auspicato".
Anche il "cuore" del Borgo è stato impostato in maniera tale da aumentarne il grado di attrazione? "E’ superiore l’offerta del gusto, con i 15 stand che da piazza Torre di Berta proseguiranno lungo via Matteotti. Tanta è l’aspettativa che quest’anno le Fiere hanno ricreato. Diverse le telefonate giunte all’ufficio eventi del Comune e all’ufficio turistico comprensoriale, per cui ci attendiamo un’affluenza importante anche da fuori comprensorio. Fiere dal risvolto anche turistico, quindi; o comunque, un motivo in più per chi aveva intenzione di visitare Sansepolcro, semprechè il tempo ci dia una mano".
Tanta è stata l’evoluzione nel tempo di questa rassegna commerciale che fa parte della storia di Sansepolcro; anzi, fra pochi decenni le Fiere potrebbero benissimo festeggiare il millenario: era infatti il 1057 quando papa Stefano IX inviò all’abate Felice la bolla che gli concesse la possibilità di aprire un piazzatico per fare mercato nell’abbazia. Poi spuntarono sul calendario le due grandi fiere, così ben distribuite nell’arco dell’anno: il Mercato di Sant’Egidio a inizio di settembre, in onore di uno dei fondatori della città (era il più importante, ma è anche scomparso) e quello primaverile, con al centro il bestiame. L’una, quella di settembre, era detta anche fiera del cocomero; l’altra era quella dei fichi secchi. L’incremento del commercio fece di Sansepolcro, già a inizio del XIV, un luogo di fiere e mercati. Le Fiere di Mezzaquaresima prendono origine dall’antica Fiera di San Lazzaro, che era un mercato del bestiame. In seguito, l’appuntamento avrebbe assunto la denominazione di "fiera dei fichi secchi".