
L’evento di Confcommercio per la terza Giornata della ristorazione, il bilancio dell’associazione di categoria
Un settore in crescita, ma sempre meno ragazzi e ragazze disposti a navigarlo. È questa la nota dolente a margine della presentazione della terza Giornata della ristorazione promossa da Confcommercio. "Dobbiamo ricostruire il settore intorno ai nostri ragazzi, un settore cui si possano sentire protagonisti -commenta Aldo Cursano, presidente Confcommercio Toscana- Se non riusciamo a fare questo, perderemo la nostra grande energia rappresentata dalla gioventù, che oggi non è disposta a mantenere in piedi un modello che li vede come sudditi e non come protagonisti". Ma cosa manca al settore per mantenere attrattività? "L’attuale modello organizzativo del mondo del lavoro non mette al centro le aspettative e i bisogni di una gioventù che vuole più opportunità. E’ un momento di cambiamento profondo in cui il mondo del commercio è in grande difficoltà e deve ripensare una modalità che veda protagonisti i giovani che vogliono inseguire i propri sogni e che si trovano davanti un sistema complesso e speculativo. È anche per questo che molto spesso molti ragazzi, le nostre migliori energie, preferiscono scappare all’estero". Una giornata di celebrazione ma anche di riflessione su un comparto che cambia rapidamente. Dati in crescita ma nodi burocratici e di occupazione ancora da sciogliere. Sempre meno bar e negozi ma sempre più attività di ristorazione. Un balzo del 28% dal 2012 ad oggi. In un momento di difficoltà per le piccole e medie imprese, la ristorazione si distingue, sottolinea il direttore di Confcommercio Franco Marinoni, come l’unico settore in crescita.
Marinoni entra nel merito del nodo dell’occupazione nel settore della ristorazione. "Diciamo sempre che nel nostro settore si chiedono ai dipendenti dei sacrifici enormi. I giovani giustamente oggi cercano la qualità della vita e lavorare nel settore della ristorazione vuol dire lavorare quando gli altri si riposano, nei giorni di festa. Questo sacrificio va gratificato". "E invece, nel nostro paese abbiamo le retribuzioni più basse in Europa con il costo del lavoro più alto. Il tutto perché c’è una forbice, il cuneo fiscale, che assorbe tantissimo. Per dare 1500 euro a un dipendente nel settore della ristorazione, l’azienda paga circa 3300 euro mentre in Germania o in Francia con quei €3300 al dipendente vanno in tasca più di 2000 euro".
S.C.