Sono pochissimi i disabili che trovano lavoro, la media italiana è molto al di sotto di quella Europea. In questo quadro Arezzo e la Toscana non brillano, allineandosi su dati molto bassi: qui solo sotto il 10% si trova un impiego, stando ai numeri forniti da Uniciv l’Unione degli Invalidi Civili. Nel nostro paese su 100 persone di un’età compresa tra i 15 e i 64 anni che, pur avendo limitazioni nelle funzioni motorie e o sensoriali essenziali nella vita quotidiana oppure disturbi intellettivi o del comportamento, sono comunque abili al lavoro, solo 35,8 sono occupati. Un dato che cozza con la media dell’Ue, superiore al 50%.
In assoluto i disabili occupati sono oltre 1milione, circa la metà del totale dei disoccupati in Italia, il che dà la dimensione del fenomeno. A questo si aggiunge un sistema di collocamento pubblico inefficiente, che annualmente realizza solo 20-30 mila inserimenti. Persistono differenze generazionali, territoriali e di genere: significativa l’età media molto alta delle persone disabili occupate, 59 anni, poi il divario Nord-Sud, con alcune regioni del Nord che occupano tante persone quanto l’intera macro area Sud-Isole. Anche qui si acuiscono i divari di genere, sbilanciati a favore degli uomini: quasi il 40% rispetto al 60.
Secondo il settimo Rapporto sulle disabilità in Toscana 2022-23 redatto da Regione e Osservatorio Sociale Regionale, al 31 dicembre 2021 risultavano iscritte al collocamento mirato 40337 persone in Toscana, con un picco di oltre 8500 in provincia di Firenze (nei pochi dati disponibili del 2023 la cifra aumenta a 9770, più 240 categorie protette), con una media regionale di incidenza sugli iscritti ai Centri per l’Impiego del 7,5%.
Nel 2021 anno in cui sono disponibili gli ultimi dati, gli avviamenti sono stati 1396, quasi 600 in meno al 2019, l’ultimo anno in cui i dati non sono viziati dalla pandemia. Ad Arezzo su 2014 femmine e 2033 maschi in totale 4047 persone iscritte al collocamento mirato, la percentuale di assunzioni sul totale degli iscritti al collocamento è del 10% sul totale regionale e dell’8,1% sugli iscritti al centro per l’impiego, poco sopra la media toscana al 7,5%.