
A finire in manette è un 43enne pakistano, un vero e proprio "ladro a chiamata"
Arezzo, 4 Aprile 2025 – Saranno forse una ventina i colpi nell’ultimo mese, alcuni nemmeno denunciati. Tra Zara, Ovs e Pull&Bear e gli altri negozi del centro. Lui, 43 anni, pakistano, è un ladro a chiamata: nel senso che i connazionali in Guido Monaco gli consegnano una vera e propria lista della spesa: quello di cui hanno bisogno. E lui va a fare shopping ma senza passare dalla cassa. Vive così.
Cappotti, magliette, camicie o vestiti per bambino, come in questo caso. Aveva nascosto sotto la maglietta qualche indumento, per circa 60 euro complessivi, spicciolo più, spicciolo meno.
Ad aiutarlo c’era un amico, un palo che - c’è da aspettarsi - non è la prima volta che lo assisteva nella “giornata di lavoro”. Il pakistano, scelti gli articoli, si stava dileguando dal negozio quando si è ritrovato davanti il capitano dei carabinieri Maurizio Pandolfi, comandante nel nucleo operativo e radiomobile di Arezzo. Era lì fuori dal servizio, senza divisa, a fare un giro tra gli scaffali: ma si sa, un carabiniere è un carabiniere a tutte le ore. Pandolfi è entrato in azione senza pensarci due volte.
Il militare, una volta che si è accorto di tutto, lo ha intercettato e si è qualificato. Ma il ladro, beccato con le mani sulla marmellata, non si è dato per vinto. Ha provato a guadagnarsi la fuga, ha strattonato il capitano fino all’uscita così come una commessa che era intervenuta.
Intanto il comandante Pandolfi aveva però chiamato i rinforzi. I militari del radiomobile sono arrivati in corso Italia e hanno iniziato a perlustrare la zona: lo hanno trovato poco dopo: il quarantenne è un volto noto, non è la prima volta che finisce in manette e a suo carico i procedimenti pendenti sono diversi.
L’arresto in flagranza è scattato subito da parte dei carabinieri del Norm di Arezzo e ieri è arrivato in tribunale per la direttissima e la convalida dell’arresto. La pm ha chiesto e ottenuto la custodia in carcere per il pakistano accusato sia di rapina aggravata che di resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice Michele Nisticò ha convalidato l’arresto e ha disposto il trasferimento alla casa circondariale di Arezzo anche perché l’imputato non ha una fissa dimora.