
Il segretario Romoli
Arezzo, 04 aprile 2025 – L'Unione del Partito Democratico di San Giovanni Valdarno, riunitasi in assemblea il 27 marzo, ha vissuto un intenso momento di confronto sulle tensioni che stanno attraversando la politica internazionale. Al centro della discussione, il tema del riarmo, che in questi mesi sta animando il dibattito tra i partiti a livello europeo e nazionale. Il Partito Democratico di San Giovanni Valdarno, come ha ricordato il segretario Andrea Romoli chiede una difesa comune europea e un immediato cessate il fuoco. I partecipanti all'assemblea hanno condiviso la necessità di un'Europa capace di dotarsi di una difesa comune, come più volte sottolineato dalla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. Un obiettivo considerato indiscutibilmente opportuno, benché il nome scelto a Strasburgo, Rearm Europe, non sia ritenuto adeguato da molti iscritti. Oltre al dibattito sulle denominazioni, però, il partito ha voluto ribadire con forza che qualsiasi strategia di sicurezza europea non può prescindere da un altrettanto deciso impegno politico e diplomatico per il ritorno alla pace.
L'assemblea ha espresso grande preoccupazione per le crisi che stanno sconvolgendo il mondo, dalla guerra in Ucraina alla situazione in Palestina, fino ai numerosi conflitti che continuano a mietere vittime in diversi scenari globali. Per questo, i partecipanti hanno ribadito la necessità che la comunità internazionale si mobiliti per porre fine alle ostilità, con una richiesta chiara e netta: un immediato cessate il fuoco, che ponga fine alle operazioni militari in corso e alle tragiche conseguenze che da troppo tempo stanno colpendo le popolazioni civili. La posizione espressa dal PD locale si fonda su un principio storico imprescindibile: l'Europa ha vissuto 80 anni di pace dopo secoli segnati da guerre interminabili e due devastanti conflitti mondiali. Un patrimonio di stabilità che, secondo gli iscritti, deve essere difeso con ogni mezzo politico e diplomatico.
"Siamo cresciuti con la consapevolezza di quanto la storia ci abbia consegnato – si è detto nel corso del dibattito – e abbiamo il dovere morale di garantire alle generazioni future un mondo in cui la guerra non sia più lo strumento per risolvere le controversie internazionali". Particolare attenzione è stata riservata anche al ruolo dell’Italia in questo scenario. Il PD di San Giovanni Valdarno ha rivolto un appello alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché in Europa rappresenti i valori della Costituzione italiana, che ripudia la guerra e promuove la pace e la giustizia tra le nazioni. I partecipanti all’assemblea hanno espresso preoccupazione per la linea adottata dalla premier, che appare troppo allineata a un’impostazione filoamericana, ritenuta eccessivamente bellicista e poco in sintonia con la tradizione pacifista dell’Italia e dell’Europa.
Non sono mancate critiche al modo in cui Meloni sta gestendo la sua posizione internazionale: "Dovrebbe ispirarsi ai valori del Manifesto di Ventotene, che ha gettato le basi per l’Europa in cui crediamo – è stato sottolineato nel corso dell’assemblea – invece preferisce inseguire le parole d’ordine del sovranismo, cercando alleanze di comodo che rischiano di isolarci e indebolire il nostro peso politico nel contesto europeo". Il Partito Democratico di San Giovanni Valdarno ha quindi ribadito il proprio impegno per un’Europa più unita e meno frammentata, capace di essere garante della pace e della stabilità a livello globale. La costruzione di un futuro senza guerre passa, secondo il partito, attraverso la credibilità, la coerenza e l’azione concreta. Solo così si potrà contrastare la pericolosa deriva della corsa agli armamenti e restituire alla politica il suo ruolo fondamentale: costruire un mondo basato sul dialogo e sulla convivenza pacifica tra i popoli.