GAIA PAPI
Cronaca

Nascose il corpo della madre morta. Occultamento di cadavere e truffa

Avviso di chiusura indagini per Silvia Brizzi, la figlia di Carla Bazzani, la donna di 92 anni ritrovata dopo 6 mesi dal decesso in via Montanara. La salma è ancora in una cella frigorifera dell’obitorio.

È ancora in una cella frigorifera dell’obitorio dal 31 agosto quando fu trovata sotto le lenzuola del suo letto, morta da circa 6 mesi. La salma della signora di 92 anni Carla Maria Vittoria Bazzani attende la sepoltura da settembre, nonostante autopsia ed esami siano stati svolti.

"Quando, e se, le autorità riterranno che non c’è nessun famigliare nelle condizioni di potersi occupare dei suoi funerali, allora potranno dare mandato al Comune, così come previsto dalle legge" spiega la vice sindaco Lucia Tanti.

Intanto la pm Julia Maggiore ha chiuso l’inchiesta che vede indagata Silvia Brizzi, la figlia sessantenne che viveva con lei in via Montanara, dopo la morte della mamma rintracciata a Rimini e poi sparita nel nulla da settembre.

Occultamento di cadavere e truffa aggravata nei confronti dello Stato, per la precisione dell’Inps per aver percepito la pensione della madre anche dopo il decesso: sono i due reati contestati a Silvia Brizzi dai quali si evince che gli inquirenti credano che la sessantenne fosse a conoscenza della morte della madre, ma non ne avesse dato comunicazione per continuare a beneficiare della sua pensione.

Così come, effettivamente, emerge dai tabulati bancari. Lo stesso hotel della riviera sarebbe stato pagato proprio quel denaro. Quindi nessun omicidio, ipotesi questa, che venne esclusa subito in prima battuta. L’anziana quindi è morta per cause naturali.

Caduta anche l’accusa di abbandono di persona incapace. Il caso sconvolse Arezzo, e non solo, a fine estate. Quando in un appartamento in via Molinara venne ritrovato il corpo di un’anziana signora disteso sul letto, sotto le lenzuola, in stato di decomposizione. Accanto il suo gatto, morto di stenti. Fu la padrona di casa e alcuni vicini a lanciare l’allarme. Qualcosa era accaduto, da troppo tempo non c’erano segnali di presenze in casa, e poi il cattivo odore e l’affitto non pagato.

Si cominciò a cercare la figlia, che venne ritrovata dopo due giorni dalla squadra mobile, diretta da Davide Comito, in un hotel a Rimini, dove alloggiava da qualche settimana, ma senza dare notizie di sé e col cellulare spento. Dopo qualche giorno trascorso ad Arezzo, la donna se ne andò di nuovo. Nemmeno l’avvocato Barbara Mugnai ha più notizie di lei da settembre.

Nel frattempo, però, al difensore è stato recapitato l’avviso di conclusione delle indagini, adesso potrà quindi consultare le carte.