LUCIA BIGOZZI
Cronaca

Piccoli esploratori crescono. Reportage dal Sentiero di Bonifica

Alla scoperta del nostro territorio: un tuffo nella natura, l’incontro con l’omino d’oro. CLASSE 5 - SCUOLA ELEMENTARE ANNA FRANK-PIERO DELLA FRANCESCA - AREZZO .

I due personaggi «incontrati» dagli alunni della classe 5. lungo il Sentiero di Bonifica

I due personaggi «incontrati» dagli alunni della classe 5. lungo il Sentiero di Bonifica

Grazie ad un progetto del nostro Istituto Comprensivo Piero della Francesca, abbiamo potuto conoscere ed apprezzare il Sentiero della Bonifica di Arezzo. Unisce la città con Chiusi ed è stato ideato allo scopo di poter gestire il canale e le chiuse che si trovano lungo il percorso. La nostra classe ha esplorato il sentiero in direzione Tabarrino durante un soleggiato pomeriggio di primavera di qualche anno fa. Il tragitto si presentava pianeggiante, praticabile sia da pedoni che da ciclisti, insomma inclusivo e adatto a tutti!

Intorno a noi vedevamo la natura verdeggiante, con pochi alberi di grande altezza, fiori che formavano macchie variopinte ed attiravano insetti laboriosi. Questo panorama è stato la cornice di un bel pomeriggio fatto di risate, canti e insolite lezioni a cielo aperto! Rimarrà per noi un ricordo meraviglioso e, proprio per tale motivo, cari lettori, abbiamo deciso di farvi conoscere meglio questo angolo del nostro territorio.

Da un sondaggio fatto ai compagni delle altre classi è emerso, infatti, che pochissimi di loro erano a conoscenza di questo percorso, nonostante sia così vicino. Abbiamo scoperto che lungo il Sentiero della Bonifica è possibile imbattersi in curiose e insolite opere d’arte: sapevate dell’esistenza della statua della ’Sputaci’? Raffigura un personaggio che molti aretini conoscevano. Anna, una nostra compagna, ha intervistato suo nonno Palmiro e ci riporta il racconto: "Mio nonno mi ha detto che quando andava in centro ad Arezzo in bicicletta, incontrava spesso la Sputaci in giro". Anna continua dicendo che le signore Loredana e Wilma, vicine di casa, le hanno raccontato che la Sputaci, il cui vero nome era Angiolina, veniva frequentemente presa in giro dai ragazzi che le davano dei nomignoli poco carini, allora lei, indispettita, li rincorreva con il suo bastone!

A tenere buona compagnia alla statua della signora Angiolina, troviamo quella dell’Omino d’Oro. Ettore, un altro nostro compagno, ci ha riferito che dall’intervista allo zio Adolfo è emerso che questo personaggio, molto riservato (non parlava mai con nessuno) aveva un figlio che era partito per la guerra, e lui, addolorato dalla distanza e dai pericoli del conflitto, aspettava alla stazione il suo ritorno, mai avvenuto.

Nonostante ciò non si arrese e arrivò a dipingere i vestiti di colore oro per essere più facilmente individuato dal figlio qualora tornasse. Con i nostri racconti siamo sicuri di avervi fatto venire la voglia di una bella passeggiata sul "nostro" sentiero!