
Vescovo Fontana, Andrea Dalla Verde e don Giuliano Francioli
Arezzo, 11 novembre 2020 - La Caritas presenta il report sulla povertà del 2020, che è poi quello che si riferisce ai dati registratin in tutto l'arco del 2019. La sintesi? E' fatta dagli stessi elaboratori.
"Sono state ben 2007 le famiglie/persone registrate nei servizi e nei centri della Caritas diocesana e delle Caritas parrocchiali durante il 2019, con il 35,3% di italiani che rimane abbondantemente la nazionalità più presente. “L’immagine di copertina del nuovo Rapporto evoca un insieme di sentimenti contrastanti che dimorano in noi e nella povera gente”, afferma Don Giuliano Francioli Direttore della Caritas diocesana. “Da molti anni la nostra Caritas studia e analizza i tanti fenomeni di povertà presenti nel territorio e non ci consola annotare quanto sia ancora alto il numero di coloro che trovano delle risposte o degli ascolti presso i nostri servizi”.
Anche quest’anno il Rapporto “Turbati” è ricco di dati, di analisi e di considerazioni. Conferma come la famiglia sia la principale condizione di convivenza registrata con il 63,5% delle presenze e come indirettamente siano stati aiutati ben 1415 figli minori.
“Parallelamente all’analisi di quanto emerso nel 2019, ci siamo trovati quest’anno ad affrontare un incremento esponenziale di richieste di aiuto dovute alla pandemia da Covid-19”, continua Don Giuliano Francioli. “Oltre all’emergenza sanitaria ci preoccupa fortemente l’emergenza sociale, della quale forse ancora non se ne percepisce bene la portata.
Negli ultimi mesi abbiamo registrato segnali preoccupati prevalentemente per le seguenti “dimensioni sociali”: la famiglia, il minorenne e le persone di giovane età, la disabilità e le persone svantaggiate a rischio di esclusione sociale.
Verso queste realtà la Caritas diocesana sta pensando di progettare per il 2021 dei progetti specifici”.
I casi seguiti restano costanti, la differenza è di appena 4 situazioni rispetto all'anno scorso, e la percentuale comunque prevalente di italiani si attesta al 35,3%. I più sono in affitto e all'interno di nuclei familiari, anche se resta una fascia di single non irrilevante, del 18,7%. Problema principale quello economico, amplificato dalla mancanza di lavoro, la fascia critica quella che va dai 30 ai 49 anni, che da sola raccoglie quasi il 50% delle persone in difficoltà.
La finestra Covid aperta sul 2020, per ora solo un assaggio essendo tema del report 2020, riscontra una crescita delle richieste di aiuto alimentari e di pagamento delle utenze e degli affitti. Complessivamente si è registrato un incremento del 114% rispetto all’ordinario.