di Alberto Pierini
EZZO
Ma davvero avrà fatto, come aveva promesso, la prima telefonata a Marco Carrara, il proprietario dell’area Lebole? Chissà, è uno dei segreti che Alessandro Ghinelli, sindaco bis della città, per ora non ha rivelato. Di sicuro intorno a quel piazzale, il cuore della storia produttiva aretina, passa una fetta importante del suo secondo mandato. Un progetto chiavi in mano, in parte ereditato dalla giunta Fanfani e in parte ritoccato di suo pugno, che alla zona commerciale incrocia il raddoppio di 800 metri di tangenziale, una rotatoria e un sottopasso pedonale di collegamento col Palaffari. Ma che è lì, fermo, in attesa di tempi migliori. Ma Lebole o no, il neorieletto affida alle opere pubbliche il destino del suo secondo mandato. Voleva, lo ha sempre detto, raccogliere di più dal primo: ora in 5 anni si giocherà tutto. In cima lo sblocco di un cantiere in panne da mesi e il grande sogno.
Il sogno è quello lanciato nell’ultima fase: una "cerniera" tra il centro e in particolare tra l’area Baldaccio e quella fetta di città che gravita intorno a Saione e al Pionta. Una cerniera affidata stavolta non a strade o ponti ma ad una sorta di public library. Lì, nel cuore dell’ex scalo merci,oltre duemila metri quadrati, una delle aree nevralgiche del futuro prossimo aretino.
L’idea? Uno spazio urbano che abbracci la nuova biblioteca ma immaginata come luogo di incontro. E insieme un centro espositivo dedicato alla moda, palestre, centri benessere. E un’area verde con 200 alberi, forse per sbarazzare di dosso alla sua futura giunta l’accusa d volerne tagliare troppi. In mezzo un percorso pedonale, tra alberi, serre e aree gioco.
Costo? "Appena 35 milioni, da reperire tra Europa e privati e sui quali assicura di avere già un impegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Collegato a questo progetto quello di fare dell’attuale biblioteca la sede della pinacoteca, ospitando le opere da troppo tempo nei magazzini. Anche se una "calamita" in centro probabilmente minore di quella della biblioteca, intorni alla quale gravitano ogni giorno centinaia di ragazzi.
Ma c’è anche da sbloccare il cantiere in panne. E’ quello di via Fiorentina, l’ambiziosa idea di disegnare una grande rotatoria e un ribassamento della tangenziale, roba da 3 milioni e mezzo di euro. Alla gara ha partecipato un sola ditta (e anche questo non è un gran segno) ma dall’assegnazione è tutto fermo.
La stessa ditta avrebbe contestato il progetto, chiedendo ritocchi che comporterebbero un aumento di spesa. Uno di quei testa a testa che rischiano di tenere sospesa un’altra fetta di città. Che intanto aspetta partano i lavori al Baldaccio, la doppia canna alla quale l’ex vicesindaco Gamurrini ha lavorato fino alle ultime ore del suo mandato. Snodo e doppia canna erano le due opere "copertina" del piano per le periferie. Poi c’è da sbloccare la famosa, contestatissima caserma della polizia municipale di via Filzi: un progetto da 6 milioni ma su una via angusta e che comporta interventi anche urbanistici. E in attesa c’è il rifacimento dei Giardini Porcinai, solo sfiorati dal cantiere della Stazione. E c’è da sdoganare definitivamente la sorte dell’ex mercato ortofrutticolo. Più le nuove idee: un parking green multipiano, uno kiss&ride, sorta di sosta veloce per la stazione. Il cui piazzale intanto sta per essere inaugurato: un nastro tricolore tra i cantieri del futuro.