
Venerdì iniziano le lezioni per gli otto allievi della scuola pastori
Prenderà il via venerdì 4 aprile la scuola per pastori 2025. Si comincia con una lezione in aula alle Officine Capodarno a Pratovecchio con il "modulo 8" con il quale sarà spiegato ai giovani come iniziare un’attività zootecnica, soffermandosi sugli aspetti normativi e tecnici.
Docente sarà Roberto Funghi, dottore agronomo dell’Associazione Rete Appia. Altre lezioni in aula saranno sabato e domenica, mentre la prima uscita in un’azienda che alleva animali e produce formaggi è prevista per l’11 aprile.
Le lezioni andranno avanti tutti i week end fino a giugno. Dopo di che gli otto allievi della scuola pastori dovranno fare uno stage di trenta giorni in un’azienda con allevatori e pastori che mostreranno ai giovani il lavoro che viene fatto ogni giorno con gli animali, come si producono formaggi e come si provvede alla vendita.
Gli otto giovani che parteciperanno alla scuola pastori 2025 sono più femmine che maschi: sei ragazze e due ragazzi. Questo anche a testimonianza della parità di genere raggiunta ormai in ogni settore e anche del fatto che molto spesso nell’allevamento degli animali le ragazze sanno mettere un tocco in più. L’età media dei nuovi allievi è di 29 anni. Tre giovani provengono dalla Toscana, uno dalle Marche, uno dalla Puglia, due dall’Emilia Romagna, uno dall’Abruzzo, le province interessate sono Arezzo (1), Firenze (2), Macerata (1), Brindisi (1), Bologna (1), L’Aquila (1), Forlì-Cesena (1).
Si tratta di un gruppo di giovani molto motivati ad intraprendere il mestiere di pastore e in alcuni casi a cambiare totalmente vita. Tutti sono in possesso di titoli di studio: quattro sono laureati e quattro diplomati. Molti di loro avevano già una professione avviata che hanno deciso di abbandonare per dedicarsi a questa attività e passare tutta la vita in mezzo alla natura e agli animali.
Ci sono infatti un cuoco, una fotografa documentarista, un’operatrice educativa, una giovane dipendente di un caseificio, una libera professionista, una cameriera e un imprenditore agricolo. E adesso si rimetteranno dietro i banchi e affiancheranno anche i pastori per imparare a fare un mestiere che rischia di scomparire e che il Parco delle Foreste casentinesi ha voluto salvare con questa scuola. Un modello di pastorizia, nel rispetto dell’ambiente e anche dei predatori, che l’ente sta esportando in tutta Italia, ma anche all’estero.
Delle 74 domande arrivate quest’anno infatti due provengono dalla Germania e una dal Marocco. "ShepForBio" è un progetto cofinanziato dall’Unione Europea e ha come obiettivo quello di conservare alcuni habitat di prateria attraverso la promozione e la rivalutazione delle professioni tradizionali di questi territori.