REDAZIONE AREZZO

Siamo leader dell’artigianato . Terzi in Italia per gli occupati . Ma mancano operatori qualificati

Il distretto orafo traina il comparto: siamo la prima provincia per addetti all’artigianato di preziosi. Pesa ancora la carenza di competenze digitali e green: in Toscana difficili da reperire 7 operatori su 10.

di Serena ConvertinoAREZZOArezzo terza provincia in Italia per il peso dell’occupazione artigiana sul totale delle sue imprese. E’ questo che raccontano i dati dell’ufficio studi di Confartigianato che attribuiscono al comparto artigiano aretino un peso specifico del 12,9% che triplica la media italiana del 4,7% e traina avanti la città... a peso d’oro. Se l’Italia è il primo paese dell’Unione europea per occupati nella gioielleria e nell’oreficeria, Arezzo è la prima provincia per addetti dell’artigianato nel settore della gioielleria e della lavorazione delle pietre preziose. Ma quali sono i dati relativi all’artigianato aretino? Parliamo anzitutto di 9544 imprese che occupano 25137 addetti. Crescono le imprese a conduzione giovanile e quelle a conduzione femminile. Sempre facendo riferimento al mondo artigiano, si contano infatti 1848 attività guidate da donne (il 19,4% delle imprese artigiane aretine) e 803 attività sotto la guida di imprenditori under 35 (l’8,4% delle imprese artigiane aretine). Si sviluppa poi anche il mondo digitale. Sì perché l’artigiano 2.0 non si occupa solo di manifattura, ma anche di progettazione digitale attraverso strumenti di lavoro e tecnologie avanzate di stampa 3D, taglio laser, software, e-commerce e automazione. Quante sono le imprese di artigianato digitale sul territorio aretino? 70, di cui il 53% impegnate in software, consulenza informatica e attività connesse, il 44% in elaborazione dati, hosting e costruzione di portali web, e solo il 3% in commercio al dettaglio via internet. 70 le imprese e 122 gli addetti totali, per un settore in grande espansione che ha però bisogno di poche mani al lavoro tra tastiere e postazioni di programmazione. Ma è proprio quando arriviamo alle competenze digitali avanzate che le dolenti note iniziano a farcisi sentire. I dati di evidenziano infatti una carenza di competenze che allarga il gap tra domanda e offerta.A livello regionale, nel 2024 l’artigianato toscano si è trovato in grave carenza di operatori con competenze digitali avanzate, difficili da reperire in 7 casi su 10. Un vuoto di 4mila lavoratori che fa registrare il terzo valore più alto tra le regioni. Allo stesso modo, mancano lavoratori con competenze green. In questo caso, sono 13mila i lavoratori difficili da reperire, pari al 66% della richiesta.