
Tre medici indagati per la morte in clinica. Gli avvisi di garanzia sono stati consegnati ieri mattina ai tre anestesisti
Tre medici indagati per la morte in clinica. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Gli avvisi di garanzia sono stati consegnati ieri mattina ai tre anestesisti che hanno seguito il percorso di Roberta Mazzuoli: la 48enne di Abbadia San Salvatore (Siena) che non si è risvegliata dopo l’anestesia, prima dell’intervento per ridurre la pressione oculare a cui doveva sottoporsi al San Giuseppe Hospital.
Il foglio verde è stato recapitato all’indirizzo dell’anestesista che ha seguito la fase di pre-ospedalizzazione della donna, che si è occupato cioè di tutti quegli esami che sono stati eseguiti alla paziente per valutare la sua compatibilità con il trattamento; sia al collega specialista che era lì, proprio prima dell’intervento; che all’anestesista, il terzo dunque, che è stato chiamato quando la situazione stava precipitando.
Ciò non implica nessun indizio di responsabilità - né tantomeno di colpevolezza - nei confronti dei tre professionisti. Si tratta semmai di una scelta garantista da parte della procura di Arezzo, di tutela a chi potrebbe - e il condizionale va sottolineato - rispondere in un secondo momento in aula di quel che è successo.
E infatti l’iscrizione al registro degli indagati permette di nominare un proprio consulente di parte che possa partecipare agli esami irripetibili che potranno esser disposti nelle varie fasi dell’inchiesta. A partire dal primo - il più importante - cioè l’autopsia che verrà disposta, e probabilmente già effettuata, venerdì mattina. Ad occuparsene, per conto della procura, sarà il professor Mario Gabbrielli delle Scotte di Siena che ha già ha preso visione delle cartelle cliniche di Roberta per delle prime valutazioni.
Con lui ci sarà anche un professionista anestesista rianimatore: entrambi dovranno relazionare le loro conclusioni alla pm Laura Taddei che sta seguendo il caso. Era lei la pubblico ministero di turno il venerdì mattina della tragedia. E, per chiudere il cerchio, in via ipotetica, anche la famiglia della vittima potrebbe nominare un perito per le sue valutazioni.
Tornando all’inchiesta si procede per omicidio colposo per eventuale colpa medica. Niente avviso di garanzia però per gli altri medici e infermieri che erano presenti in sala, ben cinque: con ogni probabilità il loro lavoro non era nemmeno iniziato. Il caso rimane comunque ancora avvolto da una serie di interrogativi a partire dal punto cruciale dell’inchiesta: Roberta è morta per per una fatalità o per omissioni, negligenze, imperizie? I primi puntini sulle i potrebbero arrivare già venerdì.