
I familiari delle vittime seguono l’indagine e hanno incontrato il comandante Baglioni
Si allarga il caso dei vigili del fuoco. Ieri è arrivata la segnalazione del Conapo: "Anche nel Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Matera si contano quattro casi di Glioblastoma di IV grado, il raro tumore cerebrale altamente aggressivo. Dei quattro casi tre sono deceduti tra il 2013 e il 2017 e uno è in vita. Non può essere una coincidenza", dice Marco Piergallini, Segretario Generale del sindacato Conapo, in una nota inviata al ministro Piantedosi al quale chiede di estendere lo screening".
Intanto i pompieri aretini parteciperanno al programma di screening avviato in Emilia Romagna, dopo le morti sospette per il timore. L’iniziativa, promossa con l’Università di Bologna, coinvolgerà in totale 300 vigili della regione, ora estesa anche alla caserma di Arezzo e su base volontaria. A confermare la partecipazione è il comandante provinciale, Fabrizio Baglioni: "La direzione generale ci ha comunicato l’avvio dello screening, accettando di prendere in esame anche 25 nostri colleghi. Si tratta di un’adesione su base volontaria e in forma anonima. Abbiamo tempo fino all’8 aprile per raccogliere le disponibilità, ma il personale ha risposto positivamente: immaginiamo che supereremo facilmente il numero richiesto".
Lo studio prevede un prelievo di sangue per ciascun partecipante, che verrà analizzato per individuare la presenza di Pfas o di altre sostanze inquinanti e potenzialmente cancerogene. L’obiettivo è duplice: da un lato verificare l’eventuale esposizione dei pompieri a composti tossici, dall’altro avviare un percorso scientifico che consenta di comprendere meglio i fattori di rischio legati a una professione tra le più esposte. Baglioni ha annunciato che in futuro potrebbe essere coinvolto nello studio anche il personale in pensione, su base volontaria e anonima. "Abbiamo già informato l’associazione che rappresenta i vigili del fuoco in pensione e la disponibilità da parte loro non mancherà".
Baglioni ha aggiunto: "Abbiamo apprezzato la reazione immediata da parte dell’amministrazione che ha aderito con convinzione al progetto di ricerca. È un atteggiamento apprezzabile, che diffonde speranza e fiducia non solo tra i familiari dei colleghi scomparsi, ma anche tra il personale in servizio, che attende con ansia di conoscere i risultati".
Sui tempi dell’indagine, il comandante ha spiegato che i primi risultati dovrebbero arrivare in tempi relativamente brevi: "Ci hanno assicurato che le analisi verranno svolte con celerità. La speranza è di ottenere indicazioni utili già tra un mese".Parallelamente a questo screening, resta ancora ai blocchi di partenza l’altra indagine attesa: quella ambientale, affidata all’Arpa, per analizzare la qualità dell’acqua e dell’aria nei luoghi in cui operano i vigili del fuoco. "Abbiamo trasmesso una formale istanza e ci è stato comunicato che l’attività inizierà a breve – ha detto Baglioni – siamo fiduciosi". Infine, il comandante dei vigili aretini ha incontrato nuovamente i familiari delle quattro vittime, aggiornandoli sull’ampliamento dello screening anche al personale aretino".