REDAZIONE AREZZO

Arezzo 1985-86: Franco Ermini ricorda il gol decisivo nel derby col Perugia

Franco Ermini racconta il gol decisivo nel derby Arezzo-Perugia del 1986 e riflette sulla sua carriera e il calcio moderno.

Franco Ermini racconta il gol decisivo nel derby Arezzo-Perugia del 1986 e riflette sulla sua carriera e il calcio moderno.

Franco Ermini racconta il gol decisivo nel derby Arezzo-Perugia del 1986 e riflette sulla sua carriera e il calcio moderno.

Nella stagione 1985-86, l’Arezzo vinse entrambi i derby con il Grifo. La vittoria del Curi costò la retrocessione agli umbri, ma quella di andata segnò un successo che mancava dal 1973.

La squadra di Riccomini s’impose di misura con un gol allo scadere che fece esplodere il Comunale. La firma fu di Franco Ermini, centrocampista che due anni prima militava proprio tra i biancorossi. Ermini si inserì in area per ricevere un bel lancio di Pozza dalla trequarti, stoppò di petto e con una bordata di sinistro lasciò il portiere umbro impietrito.

Ermini, che bel gol che segnò quel 19 gennaio 1986...

"Sì, davvero. Poi era un momento concitato, a tempo quasi scaduto e in un derby molto sentito. Per me, che due anni prima ero a Perugia, era una sfida ancor più speciale. Oggi se si fa un gol a una ex squadra non si esulta, ma mi sembra un’assurdità. Io esultai eccome: perché reprimere la gioia di un gol, a patto che non si sbeffeggi l’avversario? Anzi, non esultando si può mancare di rispetto alla propria squadra e ai propri tifosi".

Andò ad abbracciare Riccomini. Le venne spontaneo?

"Non ci pensai, mi venne naturale andare verso la panchina. Riccomini era arrivato da poche giornate ma mi trovai subito bene con lui. Era un "vecchio volpone", un mestierante della categoria, in senso positivo. Ma soprattutto era una bella persona. L’ho avuto anche qualche anno dopo alla Sambenedettese. Ci tengo a dire, però, che avevo un ottimo rapporto anche con Russo, l’allenatore precedente. Uno che non ha avuto la carriera che meritava".

Delle sue tre stagioni ad Arezzo che ricordi ha?

"Ricordi bellissimi, anche se il terzo anno andò male. Eravamo una squadra forte, per sognare la serie A, invece siamo retrocessi. Io mi infortunai pure, come il mio amico Tovalieri, con cui avrei vinto il campionato ad Ancona qualche anno più tardi. Però ad Arezzo sono stato benissimo: è una città stupenda ed ero pure vicino a casa, visto che sono di Figline".

La serie C di oggi la segue?

"Sinceramente no, a malapena guardo la serie A. Il calcio di oggi, lo dico in tutta onestà, non mi piace. Faccio fatica a guardare le partite in tv, mi annoiano. In generale, mi sembra un altro sport rispetto a quello che facevamo noi e non mi diverte. Di sicuro, oggi c’è molta più professionalità: negli allenamenti, spesso personalizzati per ogni giocatore, ma anche nell’alimentazione. Però sono convinto che chi primeggiava allora, sarebbe un campione anche oggi con questi metodi e questa cura all’aspetto fisico e atletico. È questione di qualità: quella non cambia".

Ermini che giocatore era?

"Ero un centrocampista con spiccate doti offensive. Ogni anno 4-5 gol li facevo, anche se non avevo un gran dinamismo. A 15 anni mi prese il Torino, con cui ho anche esordito in serie A. Ho giocato in A diverse stagioni anche a Catanzaro e Ancona, poi tanta B in belle piazze. Credo sia stata una carriera meravigliosa, non cambierei nulla. Oggi vivo a Torino, ma di tanto in tanto torno in Valdarno, dove ho ancora la mia famiglia".

Un ultimo commento sul derby di stasera?

"Non sarei sincero se sperassi nella vittoria di una squadra piuttosto che di un’altra, perché anche a Perugia sono stato bene. Quindi vinca il migliore".

Luca Amorosi

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