Arezzo, 4 aprile 2025 – Dal 13 aprile all’11 maggio 2025 il Museo della Fraternita dei Laici ospita Metamorfosi di stelle e mondi interiori la personale di Laura Davitti.
La mostra presenta i recenti acquerelli chinati dell’artista savinese che affrontano la tematica della Metamorfosi e quindi del cambiamento, trasformazione interiore, cicli del tempo, ma anche sulla conoscenza dell’universo, stelle e costellazioni.
La Metamorfosi può essere quella del bruco che diventa farfalla ma esiste anche la Metamorfosi Stellare che ci ricorda come la vita sia transitoria ma che non termina mai del tutto perché la materia e l’energia sono in continua trasformazione.
La mostra sarà ospitata in Sala Pieve all’interno del percorso museale e sarà visibile tutti i giorni dalle ore 10:30 alle 18:00.
Per Domenica 13 aprile alle ore 16:00 è prevista l’inaugurazione, alla presenza dell’artista, con brindisi finale, a ingresso libero.
Per tutti gli altri giorni sarà possibile visitare la mostra tramite il biglietto museale.
La mostra Metamorfosi di stelle e mondi interiori presenta gli acquerelli chinati dell’artista savinese che affrontano la tematica della trasformazione interiore, cambiamento ed evoluzione, proponendo una riflessione sul tempo, i cicli naturali, il sentimento di casa inteso come rapporti affettivi e senso di appartenenza e infine su ciò che può considerarsi morte. La Metamorfosi può essere biologica come quella delle farfalle che passano da bruco, a crisalide nel bozzolo e infine diventano lepidotteri, può essere psicologica e spirituale, ma esiste anche una Metamorfosi Stellare in cui corpi celesti delle dimensioni del sole, crescono fino a diventare Giganti Rosse, esplodono e tornano ad essere nube di gas e polvere, dando vita a sua volta a stelle e pianeti. Le Nebulose Planetarie assumono colori e forme affascinanti che in alcuni casi ricordando proprio incantevoli farfalle. Nucleo importante della mostra è dedicato al mondo celeste: stelle, pianeti, costellazioni e agli scienziati che hanno dedicato la propria vita agli studi astronomici. Nell’opera Universo le due figure umane sono composte della stessa materia dell’universo, ovvero di stelle e costellazioni. Per comprendersi e creare tra di loro connessioni e relazioni di valore è necessaria la conoscenza, simboleggiata proprio dall’Astrolabio, strumento antico per lo studio delle stelle, tenuto in mano dall’autrice come una fiaccola luminosa, emblema della conoscenza che illumina sull’oscurità dell’ignoranza e della distanza emotiva tra le persone. Nell’opera ἀστρονομέω (Astronomei, dal greco “Conoscere le stelle”) il desiderio di sapere è incarnato dalla figura femminile che porta dentro di sé i cicli della luna, (simbolo del tempo e della circolarità degli eventi della vita), mentre mostra, con una raffinata citazione, alcuni strumenti scientifici della Collezione Medicea, oggi esposti al Museo Galileo di Firenze. L’esposizione presenta inoltre un autoritratto eseguito a matita sanguigna dal titolo Alveare, alcune opere dedicate alla natura (reale e immaginata con animali antropomorfizzati), una mini serie di lavori con citazioni musicali, istallazioni e due libri d’artista illustrati. “La mostra racchiude ragionamenti su stelle, sogni mondi interiori, cicli e metamorfosi. La casa è qui dentro e altrove, nello spazio tra le stelle. Non c’è morte. Solo trasformazione” (Laura Davitti)
Laura Davitti nasce ad Arezzo il 18 dicembre 1983 e vive a Monte San Savino. Fin da piccola sviluppa la passione per l’arte grazie alla madre, pittrice autodidatta e alla zia, nota ceramista. Frequenta l’Istituto d’Arte di Arezzo, corsi di restauro dei beni lapidei/affresco e per l’organizzazione di eventi culturali e in seguito si laurea in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Siena. Dal 2014 al 2017 frequenta ad Arezzo la scuola di disegno RADAR di Enrique Moya Gonzalez. L’artista negli anni sviluppa un proprio linguaggio originale e riconoscibile che esprime con gli acquerelli chinati, i dipinti bicromi e i disegni a matita sanguigna e gessetto bianco, portando avanti la sua ricerca personale e partecipando a mostre collettive nel territorio. Dai propri acquerelli chinati negli anni nascono deliziosi gadgets come quelli creati per il Museo della Fraternita dei Laici dove lavora. Tra le mostre personali ricordiamo “Inner Arabesque” nel 2015 ad Arezzo, nel 2016 “Sketches” a Firenze, sempre nel 2016 “Cosmo” ad Arezzo e nel 2018 “Le rouge et le noir” a Stia. Nel 2020 durante la pandemia, crea una raccolta fondi dal nome “Arte in prima linea” dove dona 15 opere e nel 2021 realizza quattro acquerelli chinati per la campagna di sensibilizzazione a favore della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne promossa dal Comune di Monte San Savino. Attualmente fa parte dell’associazione aretina “L’artefice” con la quale partecipa a numerose mostre collettive.