Viareggio, 17 settembre 2010 - Momenti di preghiera, le corse in Passeggiata in bermuda e le girate in bicicletta con l’eskimo. Un prete che si confondeva tra la gente di mare, un uomo comune che si è scontrato con l’amore e, con fatica ma con forza, oggi ha iniziato un nuovo cammino, quasi una scalata come sui passi di montagna.

 

Quella di Don Andrea Ruberti, fino a luglio scorso parroco di San Paolino, è una storia che ha coinvolto profondamente Viareggio e in particolare la comunità cattolica, dividendola fra chi vuole il celibato per i preti e chi, invece, preferirebbe che i sacerdoti fossero liberi di sposarsi.

 

Don Andrea, è lui stesso a confessarlo, non sta vivendo una crisi legata al suo ministero, non sta perdendo la sua vocazione, anzi... L’incontro con ‘Lei’, l’amore per una donna, non ha appannato il desiderio di una vita religiosa, che vorrebbe continuare a condurre. D’altra parte però i dogmi cristiano cattolici impongono per il presbiterio il celibato. E oggi dunque, quella chiesa a cui si era votato più di quindici anni fa non lo riconosce più.

 

«Viareggio perderà una grande guida spirituale — ne è convinta Andreola Baroncini — Non lo conosco personalmente, ma ogni domenica lui si raccontava dall’altare attraverso le sue omelie. Andrea è un uomo di grande intelligenza, un teologo colto, un guida solida. La sua scelta di confessare con estremo candore i turbamenti che stava attraversando conferma quello che tutti pensiamo di lui. Un uomo autentico, da ammirare — e aggiunge poi una riflessione — Quello che auspico è che i vertici ecclesiastici facciano quel passo, che sembra ancora tanto lontano, e che lascino cadere per sempre quelle due condizioni tanto restrittive che fanno di un uomo un prete: essere uomo ed essere celibe".

 

Marco Biagi invece conosce Andrea, il ragazzo sulla quarantina appassionato di fotografia, già da qualche anno. "Sono convinto che abbia ponderato la sua decisione con grande serietà, lui stesso ha confessato di aver sofferto — dice — Spero solo che sia felice e che che le persone che l’hanno conosciuto prima di questa svolta continuino a rispettarlo. Il fatto che abbia scelto di avere una donna al suo fianco non fa di lui un prete peggiore, né tantomeno, un uomo peggiore".

 

Una storia come tante, quella di Andrea, che appassiona e divide. "Niente e nessuno può impedire ad un uomo di amare — afferma Maria Elisa Marcheschi — Un prete, come un uomo, non può soffocare i suoi sentimenti". "Mi auguro che questo flebile messaggio lanciato da Viareggio — aggiunge Nicola Di Nero — possa toccare le corde più potenti del clero e che la chiesa possa scrivere un nuovo capitolo nella storia del cattolicesimo". "In fondo — fa notare Gabriele Lombardi — nessuna scrittura sacra impone la castità e il celibato per i sacerdoti".

 

Ma c’è anche chi, pur riconoscendo all’individuo la libertà di agire, non condivide la scelta di don Andrea: "Chi sceglie di dedicarsi a Dio, totalmente, non può costruirsi una famiglia parallela — spiega Pellegrino Pellegrini — un prete ha il difficile compito di assistere una comunità e l’impegno di una famiglia potrebbe distogliere l’attenzione dallo scopo".