MAURIZIO COSTANZO
Cronaca

Candelora 2024: il proverbio, le tradizioni e cosa si celebra

Numerose le tradizioni legate a questa data da cui deriva la parola 'calendario'. E guardando il cielo si potrà indovinare se l’inverno durerà a lungo o avrà vita breve

Durante la festa di Candelora si benedicono le candele

Durante la festa di Candelora si benedicono le candele

Firenze, 2 febbraio 2024 – Oggi, 2 febbraio, è la Candelora. Ma da dove arriva questo nome? In questo giorno, la Chiesa cattolica celebra la presentazione di Gesù al tempio e benedice le candele, simbolo di Cristo: da qui l'origine.

Le tradizioni

Numerose le tradizioni nel mondo legate a questa data, che è detto anche il 'giorno della marmotta'. Legati al due febbraio, giorno che segna secondo alcune credenze il passaggio dall'inverno alla primavera (si trova a metà tra il solstizio d'inverno e l'equinozio di primavera), ci sono anche riti e simbolismi più o meno religiosi. La tradizione di seguire la marmotta che per tutti si chiama 'Punxsutawney Phil' e' stata resa celebre in tutto il mondo dal film 'Ricomincio da capo' ('Groundhog Day') del 1993, in cui il personaggio interpretato da Bill Murray (un giornalista televisivo che guardacaso si chiama Phil e si trovava li per raccontare le imprese dell'animale meteorologo) rivive sempre lo stesso giorno. Un due febbraio ripetuto all'infinito che ha come 'refrain' quotidiano, oltre a ripercorrere la stessa giornata, anche la sveglia puntata sulle 6 di mattina che suona regolare all'annuncio della radio: 'In piedi campeggiatori, camperisti e campanari'. La storia è semplice: il 2 febbraio un gruppo di uomini di mezza età in smoking e cappello a cilindro si ritrova a Punxsutawney, in Pennsylvania, per tirare fuori una marmotta da una scatola e lasciarsi sussurrare nelle orecchie i segreti dell'inverno. Molto più banalmente: la tradizione dice che se la marmotta guarda la propria ombra, l'inverno sarà breve, se guarda verso il cielo limpido durerà ancora sei settimane. Dall’antica Roma al Cristianesimo, fino alla tradizione popolare.

Il proverbio

È antica la tradizione della ‘Candelora’, e passa attraverso generazioni e tradizioni diverse. Oggi, più comunemente, viene associata ad un detto, declinato in tutti i dialetti, ma associato allo stesso significato: “Quando vien la Candelòra dell’inverno semo fora, ma se piove o tira vento, dell’inverno siamo dentro”. Un proverbio che ha mille varianti regionali e non solo, più o meno con lo stesso significato: se c'è il sole, l'inverno avrà vita breve. Ma ci sono anche tradizioni che sostengono l'esatto contrario, e cioè che il brutto tempo a Candelora sia segno di una primavera imminente. Dunque, il 2 febbraio, che segue i cosiddetti ‘giorni della merla’, considerati i più freddi dell’anno, sempre secondo la tradizione, sarebbe un giorno premonitore della bella stagione del tempo che ci aspetta.

Cosa si celebra

Al di là delle leggende, in questo giorno, la Chiesa cattolica celebra la presentazione di Gesù al Tempio 40 giorni dopo la sua nascita. I Vangeli parlano del pio e vecchio Simeone, che attese per tutta la vita il Messia e non sarebbe morto prima di vederlo. Mosso dallo Spirito Santo, quel giorno si recò al Tempio, vide Gesù e disse: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola, perché i miei occhi han visto la tua salvezza, luce per illuminare le genti”. Simeone si accorge che è quel bambino la luce della rivelazione, e benedice le candele, simbolo di Cristo che illumina le genti: da qui l'origine del nome Candelora, che deriva da ‘candelorum’. In questa speciale occasione vengono perciò benedette le candele, ed è anche la giornata mondiale della vita consacrata. In realtà questa festa, poi assorbita dal Cristianesimo, veniva già celebrata nell’antica Roma e in varie parti d’Europa. Nella tradizione precristiana, per i celti era la festa di Imbolc, che segnava il risveglio della luce dopo il massimo momento di buio. Per gli antichi romani questa era la festa di Giunone, i primi giorni di ogni mese erano chiamati ‘calende’ e proprio da ciò deriva il termine calendario. La festività cristiana viene perciò istituita in coincidenza con questa festività pagana non a caso, proprio per sostituirsi ad essa.

Nasce oggi

James Joyce nato il 2 febbraio del 1882 a Rathgar, Dublino. La prima edizione dell'''Ulisse'', il suo capolavoro, che era uscito intanto a puntate su ''The Little Review'' tra il marzo del 1918 e dicembre 1920, venne pubblicato ufficialmente in un volume unico nel 1922, proprio il 2 febbraio. Ha detto: “La vita è come un'eco: se non ti piace quello che ti rimanda, devi cambiare il messaggio che invii.”