
L'esterno del carcere di Sollicciano a Firenze (Germogli)
Firenze, 15 febbraio 2025 – Due detenuti suicidi in 12 ore nelle carceri toscane. Un bilancio drammatico.
Stamani un romeno 39enne detenuto nel carcere fiorentino di Sollicciano si è tolto la vita stamani presto, 15 febbraio, impiccandosi nel bagno della sua cella, nel reparto penitenziario. Lo rende noto la Uilpa polizia penitenziaria evidenziando. Nel pomeriggio del 14 febbraio, a togliersi la vita era stato un detenuto d'origine nordafricana nel carcere di Prato “inalando” il gas dalla bomboletta da campeggio comunemente in uso per preparare cibi e vivande. "Balza così a 11 la tragica conta dei ristretti che si sono suicidati dall'inizio dell'anno, 2 a Sollicciano, cui bisogna sommare un operatore”, afferma Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria. "Continua, nostro malgrado e nella sostanziale indifferenza della politica di maggioranza, la strage nelle carceri del Paese dove vige una pena di morte di fatto che colpisce random, in maniera indiscriminata a prescindere dall'eventuale reato commesso e indifferentemente che si sia detenuti o lavoratori” commenta De Fazio secondo cui “i timidi tentativi d'intervento da parte del ministro della Giustizia, Carl o Nordio e del Governo Meloni si sono rivelati un placebo".
Sulla vicenda interviene anche l'assessore al Welfare del Comune di Firenze Nicola Paulesu: “Un ennesimo suicidio a Sollicciano, un fatto tragico che accade dopo altri tragici fatti analoghi. Oggi è il momento del cordoglio e del dolore. Ma è necessario ribadire che tutto questo è inaccettabile, le condizioni in cui versa il penitenziario fiorentino sono disumane e prive di dignità per i detenuti, per chi vi lavora e per tutti coloro che vi operano a vario titolo”. Secondo Paulesu “la mancanza di una direzione stabile, inoltre, rende ancora più complicata la gestione di una situazione intollerabile - aggiunge -, è urgente che arrivi una guida anche per noi come amministrazione, per avere un'interlocuzione costante e per poter lavorare su tutti quei progetti di reinserimento sociale quanto mai fondamentali”.
"Un’ennesima triste pagina dell’istituto fiorentino – commenta Antonio Mautone, segretario generale territoriale della UIL-PA Polizia Penitenziaria di Firenze –. Sono anni che denunciamo lo stato di totale abbandono dell’istituto sia da un punto strutturale che da un punto di vista assistenziale. È necessario intervenire immediatamente su una situazione ignorata da troppo tempo dalle istituzioni che aggrava ancora di più le condizioni di vita dei detenuti e degli stessi operatori che quotidianamente garantiscono l’ordine e la sicurezza all’interno della struttura. Speriamo vivamente che quello successo stamani sia l’ultimo triste evento da registrare nelle struttura fiorentina poiché siamo fortemente convinti che all’interno delle carceri la vita debba essere tutelata e non persa”.