MONICA DOLCIOTTI
Cronaca

Denny Magina volato giù dalla finestra, gli amici: "L’hanno spinto"

Livorno, il ragazzo di 29 anni è morto lunedì notte in uno stabile di edilizia popolare. I residenti non ce la fanno più: "Circondati e minacciati dagli spacciatori"

Denny Magina morto a 29 anni a Livorno

Denny Magina morto a 29 anni a Livorno

Livorno, 24 agosto 2022 - E’ esplosa la rabbia dei residenti in via Giordano Bruno dopo la morte (la cui dinamica è da chiarire) di Denny Magina, 29 anni, precipitato dal quarto piano di uno stabile di edilizia popolare alle 3 del mattino di lunedì. Il ventinovenne conosciuto in zona perché consumatore di sostanze stupefacenti, si recava spesso in via Giordano Bruno 8 per rifornirsi, si dice, da tunisini che abitavano nell’alloggio dal quale Denny è precipitato. L’edificio da anni è diventato una delle ’piazze di spaccio’ più frequentate, nonostante i continui interventi delle forze dell’ordine. Così, mentre i carabinieri stanno indagando per mettere a fuoco le circostanze della morte del ventinovenne, ieri le famiglie di via Giordano Bruno 8 si sono riunite nel cortile per esprimere tutto il loro sdegno. Ma soprattutto la volontà di "farci giustizia con le nostri mani, costi quel che costi – hanno detto – se non interverranno le autorità per ripristinare la sicurezza e la legalità non solo nel nostro isolato, ma in tutta la zona dove sono numerosi gli extracomunitari magrebini dediti allo spaccio di droga dentro gli alloggi popolari occupati abusivamente".

Altri hanno denunciato: "Gli stranieri ci minacciano e ci spaventano se ci azzardiamo a dire qualcosa. Da anni lo segnaliamo alle autorità di pubblica sicurezza, all’amministrazione comunale e a Casalp, la società che gestisce le case popolari, ma a parte qualche blitz delle forze dell’ordine per sgomberare gli abusivi spacciatori, non è successo altro. Se vengono allontanati, arrivano altri tunisini, magari con le loro donne italiane, che sfondano gli alloggi e spacciano droga giorno e notte". La cerchia di amici di Denny ieri, in pellegrinaggio, ha lasciato in via Giordano Bruno fiori e uno striscione con su scritto "Denny sempre con noi, che giustizia sia fatta". Ma tra coloro che erano vicini al giovane c’è la convinzione che "la sua morte non sia la conseguenza di un gesto disperato. Qualcuno lo ha spinto già da quella finestra al quarto piano". I carabinieri, pur nel più stretto riserbo, hanno fatto capire che "non sono in corso investigazioni su un’ipotesi di omicidio". L’alloggio da quale Denny è piombato nel cortile è sotto sequestro e il pm Giuseppe Rizzo ha ordinato l’autopsia. Alla famiglia del ragazzo sono arrivate le condoglianze del sindaco Salvetti.