MAURIZIO COSTANZO
Cronaca

8 febbraio, oggi è Giovedì Grasso: sapete perché si chiama così?

Origini e curiosità sul giorno che segna l’inizio del Carnevale (ma non in tutta Italia)

Dolci di Carnevale (foto Ansa)

Dolci di Carnevale (foto Ansa)

Firenze, 8 febbraio 2024 – Oggi, 8 febbraio, è giovedì grasso. È il primo giorno di festa del Carnevale, periodo che culminerà con il martedì grasso, che quest'anno cade il 13 febbraio. Il giorno successivo, il 14 febbraio, mercoledì delle Ceneri, inizierà infatti la Quaresima, periodo di digiuno e penitenza, che porta alla Pasqua. Ma perché si chiama giovedì “grasso”? Quest’epiteto, che riguarda tutti i giorni "salienti" del Carnevale, ossia il giovedì di apertura e il martedì successivo di chiusura, si riferisce al fatto che è permesso, dalla Chiesa Cattolica, sia di festeggiare che di mangiare determinati cibi come la carne, i dolci e tutti gli altri gustosi avanzi dei banchetti di Carnevale. Si "fa scorta di cibi grassi" in vista del periodo di "magro" della Quaresima, periodo di penitenza prepasquale che prevedeva l’astinenza dai divertimenti e da cibi come dolci e carne. Il Carnevale, e dunque il Giovedì Grasso, non ha una data fissa, e questo perché ogni anno cade sempre in date differenti, essendo la festa legata all'inizio della Quaresima e ai 40 giorni prima della Pasqua. L'equinozio di primavera cade il 21 marzo, e la Pasqua si fissa la prima domenica dopo il primo plenilunio a partire dalla data dell'equinozio. A causa della durata delle fasi lunari la Pasqua può quindi cadere fra il 22 marzo e il 25 aprile, inclusi. A seconda di questa data il Carnevale sarà "basso o alto". Quest’anno la Pasqua sarà "bassa", come si dice in gergo quando arriva presto: cade infatti domenica 31 marzo. Tuttavia il Giovedì Grasso non viene festeggiato oggi in tutta Italia.

Nella diocesi di Milano ad esempio vige il calendario ambrosiano, e questo fa sì che il Carnevale si festeggi più tardi, precisamente il fine settimana successivo a quello del rito rimano, e che la Quaresima inizi la prima domenica successiva al Mercoledì delle Ceneri. Uno “slittamento” che risale al IV secolo, quando i fedeli decisero di rimandare i festeggiamenti carnevaleschi per attendendo il ritorno in città del loro Vescovo, Sant'Ambrogio, che proprio in quei giorni si era allontanato dalla diocesi per un pellegrinaggio. Altra curiosità: il Giovedì Grasso, a Venezia, è il cosiddetto giorno del “toro”. Ai tempi della Serenissima, infatti, durante questa giornata era prevista la storica corrida davanti al Palazzo Ducale. Questo evento ricordava la grande vittoria del 1162 del doge Vitale Michiel II sul Patriarca Ulrico di Aquileia e 12 feudatari ribelli. Questa impresa portò la Serenissima a chiedere agli sconfitti, da lì al futuro, il pagamento di un pegno che consisteva in un toro, 12 pani e 12 maiali ben pasciuti, un risarcimento che continuò per molto tempo coinvolgendo anche i successori del patriarca che, ogni anno, il giorno del Giovedì Grasso erano costretti a ripagare la Serenissima in questo modo. Gli animali, poi, una volta portati in città venivano accolti come fossero dei prigionieri, posti su delle strutture lignee rappresentanti i castelli friulani e, infine, messi allo scherno della pubblica piazza con un rituale che prevedeva, al suo culmine, lo spettacolare taglio della testa del toro da cui deriva il detto tutto veneziano “Tagiar la testa al toro”, cioè chiudere definitivamente una faccenda in modo rapido e senza troppi ripensamenti. Il taglio della testa del toro, infatti, rappresentava proprio la fine dello spettacolo. Gli animali venivano successivamente macellati, cucinati e la loro carne distribuita durante i banchetti tra i nobili, il clero, il popolo e i carcerati. Questa usanza fu abolita nel 1420 quando il Friuli passò sotto il dominio della Serenissima e la festa assunse le sembianze di un gioco che durò fino alla fine della Repubblica.

I festeggiamenti del Giovedì Grasso, a partire dal 1548, aggiunsero alla tradizionale corrida una parte dedicata a spettacolari acrobazie di funamboli chiamata, da tutti, il volo del Turco. Si trattava di uno spettacolo che vedeva come protagonista, nella sua prima edizione, un funambolo di origini turche che, con un bilanciere in mano, camminava su una fune partendo da una barca in bacino di San Marco per arrivare fin sulla cella del Campanile e poi scendere sulla loggia di Palazzo Ducale e porgere al doge dei doni. Negli anni successivi la città decise di rendere questa iniziativa una cerimonia ufficiale del Giovedì Grasso veneziano caratterizzata da voli acrobatici sempre diversi e realizzati con tecniche sempre più innovative. Oggi, questo spettacolo, che continua a essere uno dei grandi protagonisti del Carnevale di Venezia, viene riproposto in chiave moderna, ha come protagonista la Maria del Carnevale dell’anno precedente che si lancia in volo dal Campanile di San Marco fino alla Piazza e viene comunemente chiamato Volo dell’Angelo. Nasce oggi Jules Verne nato l’8 febbraio del 1828 a Nantes. Considerato l’inventore della fantascienza moderna, una delle più strabilianti avventure da lui immaginate è senza dubbio ‘Il giro del mondo in 80 giorni’ che a cavallo tra il 2023 e il 2024 festeggia i 150 anni dalla prima pubblicazione come romanzo nel 1873, e dalla prima storica edizione italiana, pochi mesi dopo. Ha scritto: “Alcune strade portano più ad un destino che a una destinazione”.