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Cronaca

Morte Paolucci: il mondo della cultura e della politica piange il grande storico dell’arte

I messaggi del ministro Sangiuliano, del sindaco Nardella e di Schmidt, ex direttore delle Gallerie degli Uffizi

Antonio Paolucci, ha anche diretto i Musei Vaticani

Antonio Paolucci, ha anche diretto i Musei Vaticani

Firenze, 5 febbraio 2024 – Tanti i messaggi di cordoglio per la morte di Antonio Paolucci

"Con la scomparsa di Antonio Paolucci, l'Italia perde un uomo di cultura appassionato e rigoroso, un instancabile studioso che ha dedicato la sua vita alla tutela, alla promozione e alla valorizzazione del nostro patrimonio artistico e culturale. Alla famiglia e ai suoi cari le più sentite condoglianze”. Lo afferma il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

«Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Antonio Paolucci, studioso e storico di primissimo piano, uomo delle istituzioni, intellettuale raffinato. Firenze perde una delle sue figure più autorevoli». Così il sindaco di Firenze Dario Nardella. «Paolucci - continua il sindaco - nel ruolo di Ministro nel governo Dini ha dato lustro a Firenze e all'Italia. Ha guidato egregiamente il Polo museale fiorentino e da soprintendente ha fatto parte della giuria internazionale che ha assegnato a Isozaki il progetto di uscita degli Uffizi. Fino a quando è stato possibile Paolucci non ha mai fatto mancare la sua voce, anche critica, sulle principali vicende culturali italiane. Una voce sempre riconoscibile, lucida, mai banale, che ora ci mancherà». «Alla famiglia giungano le condoglianze dell'intera amministrazione e mie personali», conclude Nardella.

«La scomparsa di Antonio Paolucci crea un grande vuoto nel mondo della cultura. Profondissimo conoscitore della storia dell'arte, museologo di fama mondiale, colpiva per la cristallina chiarezza del suo pensiero». Così Eike Schmidt, ex direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze, ora alla guida del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, ricorda Antonio Paolucci. «Era questa la chiave della sua capacità di comunicare a tutti pensieri altissimi e concetti complessi, rendendoli accessibili - aggiunge Schmidt -. E della grande umanità con cui ha saputo guidare e ispirare i colleghi nel loro lavoro, me incluso. È stato per me un onore poter sempre contare sui suoi consigli e sul suo esempio».

"Antonio Paolucci era un uomo colto, di grande personalità, appassionato. Un uomo che aveva alto il senso delle istituzioni e del ruolo pubblico della cultura – dice Rosa Maria Di Giorgi, della direzione nazionale di Italia Viva – Da capogabinetto di Primicerio e da assessore alla Cultura con Domenici ho avuto l'occasione e il privilegio di lavorare molto con lui. una collaborazione e un'amicizia che è proseguita anche a Roma, quando io ero vicepresidente del Senato e poi deputata. Con lui scompare un uomo che sapeva unire la passione civile alla riflessione culturale, la pratica amministrativa agli studi più profondi e raffinati. Mai banale nelle sue riflessioni, il suo contributo alla vita democratica di questo Paese è stato essenziale, non solo nei ruoli di maggiore prestigio e visibilità (da ministro come da direttore di alcuni dei più importanti musei italiani) che ha ricoperto. Alla sua famiglia e ai suoi cari tutta la mia vicinanza in questo momento così triste”.

"Personalmente Antonio Paolucci è stato il mio più importante maestro, la figura che mi ha preceduto come soprintendente del Polo museale fiorentino dopo una carriera già lunghissima nel mondo della storia dell'arte. Da ministro per i Beni culturali è stato decisivo e ha lasciato un'impronta profonda: ha introdotto una visione nuova e molto aggiornata della fruizione dei beni culturali ed ha sempre sostenuto l'importanza dell'idea del museo diffuso”. Così la storica dell'arte Cristina Acidini, oggi presidente dell'Accademia delle arti del disegno di Firenze. “Era un grande appassionato di arte - ha aggiunto - dagli oggetti più umili ai grandi capolavori. Ha svolto tutti i suoi ruoli con grande passione e immensa competenza”. Acidini è stata il successore di Paolucci alla guida del Polo museale fiorentino quando nel 2006 lui lasciò l'incarico per raggiunti limiti di età. “Quando sono arrivata al polo fiorentino - racconta Acidini - ho trovato una strutturale già pienamente operativa, fu introdotto un concetto molto funzionale perché l'unità del sistema museale consentiva un grande equilibrio, permetteva di governarlo come una grande famiglia. Paolucci ha sempre avuto una visione lucida ed efficace del patrimonio artistico e culturale”. Tra i suoi più grandi risultati come ministro dei Beni Culturali del governo Dini Acidini ricorda “quando riuscì a far acquisire l'eredità dell'antiquario Stefano Bardini che era in abbandono totale. Paolucci riuscì a sbloccare questa questione - ricorda Acidini - e fu un'acquisizione importantissima, fu una sua grande vittoria”.

“Oggi è morto un grande fiorentino, un uomo di cultura di livello nazionale e internazionale, che non dimenticheremo per quanto alto è stato il suo impegno culturale e politico. Una personalità unica, che affiancava all’amore per l’arte e alla raffinatezza intellettuale, un senso civico straordinario” Con queste parole il presidente Eugenio Giani esprime il suo profondo cordoglio per la morte dello storico dell'arte Antonio Paulucci. “Sono profondamente legato ad Antonio Paolucci – ha detto Giani-, lo ricordo fin dal momento in cui insieme abbiamo vissuto l’esperienza del Consiglio comunale a Firenze; lui il massimo esperto di beni culturali, amante della bellezza e della sua salvaguardia. Proprio per le sue grandi capacità – ha sottolineato il presidente della regione- , ebbe l’incarico, dopo essere stato per un breve e significativo periodo ministro dei Beni culturali, di direttore dei Musei Vaticani. Lo ricordo nelle nostre chiacchierate, nell’ammirazione che io provavo per lui, ma anche nella stima che mi manifestava quando organizzavamo insieme le mostre”. Giani ha ricordato l’amore di Paolucci per i colli fiorentini, l’importanza di salvaguardarli. Quando si sviluppò il dibattito sul piano regolatore Vittorini, nel 93, ricordo il suo intervento straordinario quando si soffermò sulla bellezza dei colli. E quando si parlava degli interventi sul Mugnone, Paolucci volava alto, descrivendoci in un discorso epico, quello che era il Mugnone delle novelle di Decamerone di Boccaccio. Alla famiglia giungano le condoglianze, mie personali e di tutta la Toscana.

Un commosso ricordo viene dalla Comunità Agostiniana di Santo Spirito che “ricorda con profonda gratitudine il professor Antonio Paolucci per la vicinanza che ha sempre dimostrato a Santo Spirito”.