REDAZIONE CRONACA

"Perché gli uomini possono essere brutti e le donne no?"

L'eredità delle donne. Il 21 settembre alle 18 in diretta Facebook Giulia Blasi presenterà il suo ultimo libro, “Brutta. Storia di un corpo come tanti”: monologhi ironici e feroci sul diritto alla bruttezza delle donne

Firenze, 20 settembre 2021 – Perché gli uomini possono essere brutti e le donne no? Questo l'interrogativo al centro del nuovo volume di Giulia Blasi, protagonista martedì 21 settembre alle 18 con il suo “Brutta. Storia di un corpo come tanti” (Rizzoli) per il sesto appuntamento di “Mappe” i talk letterari on line che anticipano il festival L'Eredità delle Donne, in diretta sulla pagina Facebook della rassegna (https://www.facebook.com/ereditadelledonne). Blasi si confronterà con la giornalista e autrice Costanza Rizzacasa D’Orsogna per parlare di come lo spazio pubblico riservato alle donne sia direttamente proporzionale alla loro bellezza.

In programma dal 22 al 24 ottobre a Firenze e on line, L’Eredità delle Donne è un progetto di Elastica insieme a Fondazione CR Firenze, con la direzione artistica di Serena Dandini e la partnership di Gucci. Il festival si avvale della co-promozione del Comune di Firenze, il contributo di Poste Italiane e la collaborazione di Manifattura Tabacchi. Il libro, “Brutta” (Rizzoli). Perché mai un uomo può “essere brutto” – magari calvo, con un naso prominente, occhi sporgenti – mentre alle donne è richiesto di rispettare precisi canoni estetici e di apparire sempre giovani e attraenti? È una domanda per la quale non abbiamo una risposta soddisfacente. Una donna nasce, cresce e passa tutta la vita a tenersi alla larga dall’essere identificata come “brutta”: è la storia raccontata da Giulia Blasi in questo libro, una raccolta di saggi brevi che hanno l'esplosività di una serie di monologhi lucidi e affilati, a metà tra ferocia e risata. Dall’infanzia alla prima adolescenza, dai vent’anni all’età in cui comincia l’invecchiamento, la storia del suo corpo è la storia del corpo di ogni donna: un corpo che va nel mondo con la consapevolezza della quantità di spazio che può occupare e di attenzione che può pretendere in ragione di come viene etichettato. Una consapevolezza che cambia prospettiva se ci si pone la domanda iniziale e poi si prosegue secondo la stessa logica chiedendosi: chi ha detto che, per occupare uno spazio pubblico, per vivere appieno in società, si debba per forza essere belle? Giulia Blasi è scrittrice, autrice web e conduttrice radio specializzata sulla condizione femminile. Collabora con diverse riviste quali “Donna Moderna”, “Marie Claire” e “Vogue”. È stata anche redattrice del periodico digitale “Il Tascabile” di Treccani. Nel 2017 ha ideato la campagna #quellavoltache che ha anticipato di pochi giorni la più famosa #MeToo. Oltre a diverse opere di narrativa, ha pubblicato per Rizzoli “Manuale per ragazze rivoluzionarie” (2018) e “Rivoluzione Z” (2020).

Maurzio Costanzo