
Caravaggio e il Novecento
Firenze, 27 marzo 2025 - Scoperte, emozioni, passioni. Alimentate da una rete quotidiana di interessi condivisi e frequentazioni con i principali artisti e intellettuali del secolo scorso. Si intitola "Caravaggio e il Novecento", si legge Anna Banti e Roberto Longhi, la coppia che riscoprì Artemisia e mise in scena Caravaggio, trasformando le colline dell'Oltrarno in un polo attrattivo per le personalità più eminenti del mondo accademico e culturale.
La mostra curata da Cristina Acidini e Claudio Paolini con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio e Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi presenta a Villa Bardini un corpus di opere d'arte, documenti d'archivio e contributi multimediali che ricostruiscono il fitto sistema di relazioni della coppia e la loro volontà di coinvolgere i più giovani e il pubblico generalista ricorrendo anche a media allora inconsueti come il cinema.
Un percorso esperienziale che da capolavori come "Ragazzo morso da un ramarro" di Caravaggio, gli "Apostoli" di Jules de Ribera oppure la serie dei dieci Morandi intimi regalati dall'artista bolognese, si spinge oltre, affiancando al nucleo di quaranta dipinti, disegni e acquerelli una sequenza di fotografie originali e documenti d'archivio che raccontano i rapporti di Banti e Longhi con scrittori, letterati e artisti del periodo: da Ungaretti a Bassani, Pratolini e Gadda, Pasolini e Bigongiari, Guttuso e De Pisis.
Le dodici sezioni dell'esposizione si aprono con foto e dipinti dedicati alla coppia e proseguono ripercorrendo il legame di Longhi con la settima arte e la sua attività di docente; nel mezzo, il grande capolavoro di Michelangelo Merisi, circondato da altre opere caravaggesche. Parallelamente, la mostra approfondisce il ruolo della moglie come storica dell'arte, scrittrice e traduttrice, con una selezione di numerosi disegni e immagini che la ritraggono negli ambienti della villa Il Tasso. L'amicizia e il sodalizio di Longhi con Giorgio Morandi occupa uno spazio importante del percorso, come i contatti tenuti durante le stagioni estive, scanditi attraverso le opere d'arte che li hanno segnati, dai quadri di Carrà dedicati al mare ai ritratti di famiglia realizzati da Leonetta Cecchi Pieraccini.