
Fantozzi e il professor Guidobaldo Maria Riccardelli
Firenze, 25 marzo 2025 - "Sveglia e caffè, barba e bidet, presto che perdo il tram...". Vabbè, il resto lo conoscete. Parliamo della Matricola 1001/bis, Fantozzi Ragionier Ugo, dell'Ufficio Sinistri. Perché la maschera più famosa del cinema italiano compie cinquant'anni, e in occasione del suo compleanno Giunti Odeon e la Cineteca di Bologna hanno deciso di presentare giovedì sera la versione restaurata in 4k del capostipite della saga, uscito nel 1975 per la regia di Luciano Salce.
Ma la decisione di adattare al cinema alcuni dei racconti contenuti nell'omonimo best seller scritto da Paolo Villaggio, era un'idea che frullava nella testa della Rizzoli già dal 1971; il progetto tuttavia si arenò fino all'uscita del secondo volume nel 1974, quando la casa editrice decise di affiancare all'attore genovese gli sceneggiatori toscani Leonardo Benvenuti e Piero De Bernardi.
Dopo aver scartato Salvatore Samperi, la scelta del regista cadde su Luciano Salce, che aveva incontrato Villaggio per la prima volta sul set di "Alla mia mamma nel giorno del suo compleanno": un sodalizio ad otto mani che partorì una narrazione episodica, dove alcuni racconti venivano riproposti integralmente - come la celebre partita di biliardo con il cavaliere conte Diego Catellani - mentre altri venivano utilizzati solo come traccia.
L'ambientazione si spostava da Genova a Roma, e il personaggio di Giandomenico Fracchia - portato in tv dallo stesso Villaggio - venne sostituito da quello del ragionier Filini, interpretato da Gigi Reder, scomparso recentemente.
Il timore di snaturare le figure secondarie e i comprimari del film convinse regista, attore e sceneggiatori a bocciare la proposta della produzione di affidarsi a volti già noti, optando per un cast di caratteristi e attori meno conosciuti al grande pubblico, come Anna Mazzamauro (la signorina Silvani), Giuseppe Anatrelli (il geometra Calboni), Liù Bosisio (Pina Fantozzi) e Plinio Fernando (Mariangela Fantozzi).
Il risultato è ancora sotto gli occhi di tutti: la commedia registrò al botteghino oltre sei miliardi di vecchie lire, rimanendo in prima visione per più di otto mesi e risultando il miglior incasso della stagione; al cinquantesimo posto tra i film italiani più visti di sempre con 7.755.046 spettatori paganti, venne selezionata nel 2008 dalla Mostra del Cinema di Venezia come una delle cento pellicole da salvare del nostro cinema: a contribuire allo status di cult assoluto, la dimensione surreale e parossistica delle gag, l'umorismo nero e crudele, la satira sociale impietosa e disincantata, che segnavano uno strappo nichilista e misantropo rispetto alla commedia morale e politica degli anni Sessanta.
Ma alla base di un successo su cui non tramonta mai il sole c'è la maschera triste del ragioniere più famoso d'Italia, l'uomo-massa umiliato e offeso, martellato e vilipeso, monumento nazionale - insieme ai suoi pavidi e apatici colleghi - all'autolesionismo e al servilismo della piccola borghesia: un corpo di gomma che cade e si rialza come un cartone animato, diverso ma sempre uguale. Pronto ad obbedire - con rare variazioni sul tema - al potere più stupido e ottuso, pur di continuare a farsi gli affari propri.