
Firenze, 4 aprile 2025 – La nuova ondata di dazi decisa dagli Stati Uniti rischia di colpire duramente l’economia toscana. Secondo le stime di Irpet, l’istituto regionale per la programmazione economica toscana, l’introduzione di imposte doganali sulle merci in arrivo negli Usa provocherà una riduzione del Pil regionale pari a 420 milioni di euro nel 2025. La crescita attesa scenderà così da +0,8% a +0,5%, con effetti differenziati sui vari settori produttivi.
La decisione annunciata dal presidente americano Donald Trump prevede dazi al 20% per l’Europa, al 34% per la Cina (che diventano 54% considerando le tariffe già esistenti), al 10% per il Regno Unito e altri Paesi, e tariffe aggiuntive per quelli considerati "worst offenders", ovvero con tassazione elevata sulle esportazioni Usa.
Una svolta protezionista che segna il passaggio dalla globalizzazione al ritorno delle barriere commerciali.
Export toscano: 10 miliardi a rischio
Nel 2024 le esportazioni toscane verso gli Stati Uniti hanno superato i 10 miliardi di euro, pari al 16% dell’export regionale totale, in continua ascesa negli ultimi 15 anni. Gli Usa sono il secondo partner commerciale della Toscana dopo l’Europa, assorbendo più prodotti della Francia (13%) e della Germania (8%).
I settori più coinvolti sono:
- Farmaceutica: 3,7 miliardi di euro di esportazioni (37% dell’export toscano verso gli Usa)
- Elettromeccanica: 1,8 miliardi (17%)
- Moda (tessile, pelletteria, calzature): 1,6 miliardi (16%)
- Gioielleria: 0,5 miliardi (5%)
Questi comparti rappresentano da soli oltre il 75% dell’export toscano negli Stati Uniti.
La stima dell’Irpet, basata su un modello macroeconomico che tiene conto della domanda americana e delle elasticità di sostituzione nel commercio, evidenzia un impatto differenziato fra i settori.
Il più colpito sarà quello farmaceutico, con una perdita stimata del -4,4% di valore aggiunto (oltre 42 milioni di euro). Segue il settore della moda (tessile, cuoio, calzature), che cede l’1,2% del proprio valore aggiunto (quasi 74 milioni). Impatti più contenuti ma comunque significativi anche per chimica (-0,7%), automotive (-0,7% per auto e rimorchi, -1,5% per altri mezzi di trasporto), alimentare (-0,5%) e meccanica (-0,6%).

Un freno che pesa anche sui consumatori americani
I dazi, che agiscono come un’imposta percentuale sul prezzo dei beni importati, spiega Irpet, aumentano il costo finale per imprese e consumatori. Nel breve periodo, l’effetto è immediato: i prezzi crescono e la competitività dei prodotti stranieri cala. E’ però difficile per chi acquista riorientare in tempi brevi la propria domanda su altri mercati. Nonostante gli effetti recessivi attesi, l’Irpet sottolinea che la qualità dei prodotti toscani potrebbe attenuare l’impatto a lungo termine della stretta protezionista americana. Un elemento che potrebbe giocare a favore del Made in Tuscany, in particolare nei settori a più alto valore aggiunto.