ELISA CAPOBIANCO
Cronaca

Emergenza abitativa a Empoli, allo studio la creazione di un Fondo di garanzia

Il vicesindaco Nedo Mennuti anticipa le priorità del suo programma per una delle sue sette deleghe. Intanto il punto sui danni per il maltempo: “Spesi d’urgenza 286.814 euro”

Nedo Mennuti è il vicesindaco del Comune di Empoli (Gasperini/FotoGermogli)

Nedo Mennuti è il vicesindaco del Comune di Empoli (Gasperini/FotoGermogli)

Empoli, 28 marzo 2025 – Sette deleghe, un orizzonte potenzialmente ’infinito’ sul quale dover e poter agire. Al vicesindaco di Empoli, Nedo Mennuti, fanno capo Sociale, Casa, Sanità, Integrazione, Transizione digitale, Politiche agricole e ittico-venatorie oltre alla Protezione civile che tanto lo ha tenuto impegnato nelle ultime settimane. Nato nel 1952, laureato a 24 anni in Medicina e chirurgia, dal 2016 al 2018 ha diretto i servizi territoriali dell’Asl Toscana centro per poi appassionarsi alla politica. "Un tecnico prestato alla politica", tiene a specificare col sorriso il diretto interessato.

Come ha vissuto la sua prima allerta meteo da vicesindaco?

"È stata una ’bella’ prova. La macchina dei soccorsi si è messa in moto già giovedì (13 marzo, ndr) data l’evoluzione delle previsioni. C’era il sole però, sembrava quasi uno scherzo... La decisione di chiudere le scuole è stata la più sofferta, ma i sindaci dell’Unione hanno trovato la quadra dimostrando grande armonia, senso di responsabilità e comunione d’intenti. I fatti, purtroppo, ci hanno dato ragione: anche la mia nipotina poi mi ha ringraziato “Hai fatto bene nonno!“. Le richieste d’aiuto da parte dei cittadini e delle aziende sono state tante, da Ponzano, Corniola e non solo perché si sono registrati disagi anche in centro. La piena dell’Arno ci ha impedito di aprire le cateratte per far defluire l’acqua: un vero dramma. E poi c’è stato l’Orme che ha strappato. La prima falla è stata riparata d’urgenza venerdì, ma durante la notte una quercia secolare è caduta esattamente nel punto ’ricucito’. Anche il rio dei Cappuccini ci ha riservato brutte sorprese: all’apparenza gli argini erano solidi, invece l’acqua aveva scavato sotto. I nostri tecnici, quelli del Consorzio di bonifica e i volontari hanno fatto un lavoro incredibile. Anche gestire le 90 associazioni di volontariato accorse da tutta Italia, compresi gli alpini da Rovigo, con la colonna della Protezione civile per aiutarci è stato impegnativo. Ho imparato tanto da loro".

Quanto è costato il maltempo a Empoli?

"Una prima stima provvisoria dei costi sostenuti e dei danni subiti dalle strutture comunali, per i quali si è dovuti ricorrere alla procedura di somma urgenza ovvero acquisti e spese non previsti nel bilancio, è di 286.814 euro. I danni maggiori si sono avuti alla mensa comunale, che normalmente fornisce 2.500 pasti al giorno, che ha dovuto restare chiusa per una settimana. Per la mensa il danno è stato di 179.250 euro, 50.700 euro la spesa per permettere la somministrazione dei pasti nelle mense scolastiche per tre giorni".

Quali immagini dell’alluvione porterà con sé?

"Gli slanci di grande umanità e solidarietà, in primis. Tra le storie più toccanti il soccorso di un’anziana affetta da Alzheimer che non voleva lasciare casa".

I prossimi obiettivi?

"La preoccupazione per il nostro ospedale San Giuseppe è stata tanta sebbene il piano sanitario sia stato costruito due metri sopra viale Boccaccio e quindi al sicuro. Abbiamo difeso l’area con l’uso delle pompe, ma forse sarebbe opportuno, come ulteriore precauzione, spostare ai livelli superiori anche i locali tecnici. Una stazione di innalzamento sarebbe utile. Superata l’allerta, è stato subito tempo di bilanci e di pianificazione delle azioni di prevenzione. Come Unione dei Comuni e come Comune di Empoli, con il sindaco Alessio Mantellassi, abbiamo messo in fila gli obiettivi. Alcune delle priorità individuate? Dal bisogno di una costante opera di manutenzione ordinaria e straordinaria di argini (già in corso grazie al Consorzio di bonifica), tombini e caditoie a una nuova progettazione sul reticolo minore, con particolare attenzione verso il rio dei Cappuccini e il rio di Vitiana che ha fatto allagare alcuni quartieri di Santa Maria, Avane e via Lucchese. E poi c’è l’Orme con il maxi-progetto per le casse d’espansione. La Regione ha già disposto 5,7 milioni di euro, ma ci sono tempi tecnici per i bandi... Empoli non può più aspettare".

Qual è la delega che le comporta maggior impegno?

"Al netto della recente ondata di maltempo, il tema più impellente in città è quello dell’emergenza abitativa. Al mio ricevimento del mercoledì ascolto storie incredibili di persone che, inspiegabilmente, non riescono a trovare casa. Secondo l’Istat a Empoli ci sono 2.320 appartamenti sfitti. Ebbene, in quattro anni, nonostante il grande impegno del Comune attraverso la cooperativa sociale Casae - che fa da intermediaria preziosa tra chi cerca e i proprietari offrendo garanzie di pagamento - abbiamo trovato solo 68 soluzioni abitative. Perché chi ha una proprietà pare preferire tenerla vuota? Neppure il Comune come garante sembra scalfire la diffidenza di molti e questo è un problema. L’emergenza abitativa costa al Comune di Empoli 533.934 euro tra costi per strutture private, convenzioni con gli enti del terzo settore e commissioni ad hoc. Si tratta di un dato provvisorio al 18 febbraio 2025, destinato a salire. Rispetto al 2023 questo tipo di assistenza è aumentata del 55,42 per cento. Pensiamoci".

Quali soluzioni per contrastare l’emergenza abitativa?

"È in dirittura d’arrivo il progetto di riqualificazione dell’ex scuola di Martignana che accoglierà persone in condizioni di estrema povertà o senza dimora. Per coloro che invece hanno possibilità economiche ma difficoltà di accesso al credito, stiamo studiando l’istituzione di un Fondo di intervento di garanzia che possa segnare una svolta. Non potete immaginare quante persone e quante famiglie non riescano a coronare il sogno sebbene abbiamo tutte le carte in regola e i requisiti per poter chiedere un mutuo. È uno dei paradossi dei nostri tempi".