
Agenti di polizia in azione
Empoli, 25 gennaio 2024 – La notizia più attesa è arrivata in un momento speciale, quasi come un “premio“ al coraggio e alla forza che ha dimostrato. Carla Niccolai, l’83enne rapinata nel sottopasso ferroviario di Empoli nel pomeriggio dell’Epifania, è tornata a casa da una manciata di giorni dopo una delicatissima operazione all’omero. L’idea che la polizia sia riuscita a prendere i suoi quattro aguzzini ieri l’ha fatta quasi sobbalzare. Gioia, lacrime, un colpo al cuore. "Almeno non faranno più a nessuno il male che hanno fatto a me", le sue prime parole. I ricordi dolorosi di quei terribili attimi le sono piombati tutti addosso. E poi un vortice di emozioni contrastanti che, alla fine, le hanno fatto tirare un sospiro di sollievo. I suoi figli, Manuela e Riccardo Mussetti, le hanno tenuto la mano in questa dura battaglia: la famiglia ora, ringraziando le forze dell’ordine, chiede a gran voce che la giustizia vada avanti. "Senza sconti" perché l’incubo è terminato soltanto a metà. "Ci auguriamo che questo provvedimento non sia la fine – specifica la figlia –, piuttosto un inizio".
Signora Carla, come sta? Immagino che l’intervento chirurgico sia stato un’altra dura prova per lei.
"Sì. Sono tornata dall’ospedale da poco e adesso sono immobile in un letto".
Che cosa ha provato all’annuncio che la polizia ha individuato i quattro ragazzi che potrebbero essere, stando agli indizi raccolti, gli autori della rapina ai suoi danni?
"Sinceramente ho provato tanta soddisfazione. Aspettavamo questa notizia. Però voglio che il giudice poi gli dia una pena, ma la più grossa possibile. Perché a me mi hanno rovinato la vita. Speriamo che la giustizia sia così: faccia il suo dovere".
Come sa, i soggetti in questione sono giovani, anzi giovanissimi. Il più grande ha 22 anni, gli altri tre sono minorenni e hanno tra i 16 e i 17 anni. Vista l’età potrebbero davvero essere i suoi nipoti, come lei stessa aveva affermato già nelle prime ore successive al fatto. Potrà perdonarli?
"Assolutamente no. Io non li perdono, assolutamente".
Quanto le è successo è davvero difficile da accettare. Ovviamente ora spetterà agli inquirenti proseguire con gli accertamenti. Che cosa si augura?
"Per quanto riguarda il processo, spero che gli diano il massimo della pena. Questo sarebbe un segno importante, il segno che la giustizia esiste. Speriamo davvero che esista!".
Un bisogno di legalità, quello di Carla, che dimostra di provare tutta la città che le ha manifestato infinito affetto in queste lunghe settimane.