
Da sinistra: Mutsuo Hirano e Thomas Lange, le loro opere in “Boccaccio25”. La mostra. da domani. al 18 maggio a Palazzo Pretorio a Certaldo
Esplorare il ruolo dell’arte come rifugio e strumento per rifondare la società, trasformandosi in un luogo di resistenza artistica e poetica. Ecco l’obiettivo della mostra "Boccaccio 25" di Thomas Lange e Mutsuo Hirano, a cura di Davide Sarchioni, che sarà allestita da domani fino al 18 maggio a Palazzo Pretorio a Certaldo. L’esposizione inaugura la rassegna "CertaldoArte25" in occasione del 650esimo anniversario della morte di Giovanni Boccaccio. Nelle mani di Lange e Hirano, il “Decameron“ si fa narrazione visiva contemporanea, installazione diffusa che attraversa le ampie sale del Palazzo Pretorio, la Loggia e il giardino, in un percorso inedito che riecheggia la struttura dell’opera boccaccesca: ogni sala un capitolo, ogni opera un racconto, ogni tema una riflessione sulla società attuale. Un racconto per immagini e materia, dove le tele di Lange e le sculture di Hirano si intrecciano in un dialogo continuo tra pittura e tridimensionalità; un itinerario immersivo che riflette sulla nostra società, sulle sue crisi e sui suoi valori, senza rigore di cronaca, ma con una visione poetica e simbolica. Pittore tedesco la cui ultima grande mostra in Italia risale al 2017 presso lo Zac di Palermo, Thomas Lange presenta trenta dipinti in cui il passato e il presente si fondono. Volti di Madonne e angeli tratti da Botticelli e Pontormo si sovrappongono a immagini della contemporaneità, santi e martiri dei nostri giorni come i migranti di Lampedusa, le donne di Teheran che sfidano il regime togliendosi il velo o i condannati a morte per omosessualità. Le sculture in terracotta di Mutsuo Hirano, artista di origine giapponese, attingono invece a tradizioni arcaiche, a riferimenti orientali e animisti, ma si mescolano ai temi della mostra. Fino al 31 marzo la mostra (esposizione a cura di Exponent) sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 16.30 e il sabato e la domenica anche fino alle 17.30 (chiuso il martedì), mentre dall’1 aprile tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19.